Liverpool” post=64604Tommaso, da come parli mi sembra che tu conosca sia il “programma commerciale professionale”, sia LilyPond. A parte per il fatto che il secondo è professionale e gratis, posso chiederti perché lo preferisci? Io ho visto gli esempi su http://www.mutopiaproject.org/ e non mi sembrano di altissima qualità (forse sono stato sfortunato). Ho anche visto il manuale che hai consigliato e ho trovato un confronto in una pagina tra i due sistemi, ma mi sembra un po’ forzato, perché nel caso del programma commerciale, è vero che il risultato è quello riportato, ma solo se non si mette mano a migliorarne la grafica. Con Finale si può ottenere esattamente lo stesso risultato che si è ottenuto con LilyPond, allora forse il confronto migliore sarebbe stato sul tempo e sulla difficoltà per ottenere con i due sistemi lo stesso risultato.
Tu che ne dici? Cosa diresti per convincermi a cambiare sistema, tenendo presente che il programma professionale permette di inserire rapidissimamente le note con una tastiera midi, di ascoltare il risultato per verificarlo e di modificarne la grafica con pochi clic?Ciao
Ciao, intanto grazie per le osservazioni sull’Arte, che abbiamo accolto con piacere. 🙂
Rispondo per punti alle tue osservazioni.
1.
Mutopia è un serbatoio di trascrizioni che utenti sparsi ai quattro angoli del globo generosamente condividono. Nessuno, mi pare, curi l’aspetto dell’impaginazione, anche se a volte i sorgenti sono disponibili. Nessuno, d’altra parte, vieta di metterci mano una volta scaricati per migliorare l’aspetto sulla pagina. Difficile, del resto, ottenere risultati veramente notevoli (ma si possono realizzare cose eccellenti ugualmente) su carta A4: il formato per la musica è più grande, e non è il letter americano (vedi la difficoltà per fotocopiare gli spartiti). Io sono riuscito a ottenere buoni risultati in occasione di un paio di tesi in musicologia cui ho messo mano ultimamente.
2.
Finale non permette di ottenere esattamente lo stesso risultato di LilyPond. Ho usato Finale per tanti anni e mia sorella lo usa per lavoro (trascrive da manoscritti su commissione in occasione di prime esecuzioni). Il risultato di Finale si vede lontano un miglio: questo è Finale!, si dice, per riassumerne i difetti in una sola espressione. La spaziatura è pessima, la forma delle note pure, quella degli accidenti è avvilente. Uno dei grandi pregi di LilyPond è la leggibilità della musica: messa sul leggio o tenuta ancora più distante, è sempre perfettamente leggibile ed elegante. Per questo dico che LilyPond è l’equivalente di LaTeX: non c’è nulla di peggio che dover tirare gli occhi per leggere la musica, specie sul fondo candido della carta normalmente in commercio. Il programma commerciale non permette di ottenere le stesse cose di Lily semplicemente perché è pensato in modo diverso. Finale ogni anno esce con una nuova edizione ricca di nuove funzioni, ma sostanzialmente non fa nulla di più di quello che faceva alla prima uscita (un po’ come un noto programma per scrivere i testi al computer): nuove funzioni si attaccano a un nucleo mai profondamente rivisto. Lily, invece, con tutti i suoi difetti, permette un risultato che a prima vista salta agli occhi: non è una semplice riga di musica, ma è una riga di musica ben composta e ben spaziata e con tutte le cose nere al punto giusto e leggibili e godibili al punto giusto.
3.
Con una semplice opzione anche Lily produce insieme al PDF un file midi, per cui il problema non si pone.
4.
Tastiera attaccata al computer? Mah, la mia esperienza mi dice che il modo più rapido per inserire le note con Finale è il tastierino numerico. Va come una scheggia.
5.
Tempi per ottenere gli “stessi” risultati: sono d’accordo, è la stessa differenza che c’è tra TeX e i tradizionali word editor. Ma il risultato vale la fatica per ingranare? Direi proprio di sì.
6.
Pro e contra di LilyPond.
Pro: risultato diverso e migliore da tutti gli altri programmi per scrivere la musica (Finale, Sibelius, per citare i due maggiori software commerciali, e altri gratuiti); documentazione fluviale ricchissima di esempi (cosa che i pacchetti di TeX, per esempio, non hanno, e sarebbe tanto utile); è gratis; frammenti musicali scritti con Lily si integrano perfettamente in documenti scritti con TeX: anzi, sembra che sia TeX stesso ad aver scritto la musica (MusicTeX non è affatto alla stessa altezza, anzi, direi che è bruttino); molti editor per LaTeX prevedono tools o estensioni per scrivere la musica con Lily: per esempio, TeXShop (non per fare la solita pubblicità a Mac) permette di selezionare Lilypond tra i motori di composizione, e questo non è poco (un altro editor con pulsanti facilitatori è jEdit, considerato il migliore per Lily).
Contra: il codice Lily è impestato, difficile punto e basta, e anche non elegante, simile concettualmente ai marcatori di LaTeX, ma con differenze sottili che a volte causano errori difficili da trovare; ingranare richiede più tempo di LaTeX; per il momento, integrare frammenti di musica in un documento TeX richiede qualche accrocchio non immediato (si ringrazia Enrico per l’aiuto fornitomi a suo tempo): esiste l’estensione lilypondbook, ma non è quello che si vuole. Lilypondbook permette di scrivere musica con del testo intercalato (complesso quanto si vuole e formattato come farebbe TeX, infatti serve proprio per integrare la musica nei documenti LaTeX, ma quello che scrivi NON è un sorgente .tex ma .ly o altro). Quello che si vuole è un pacchetto semplice che permetta di fare il contrario: scrivere un .tex nel quale inserire frammenti di musica scritti con codice Lily, in cui magari la musica possa essere spezzata su due o più pagine, che mantenga la giustezza di riga della classe in uso e che si possa regolare come si regolano le proporzioni degli oggetti con graphicx. Insomma scrivere in un .tex una cosa del genere:
`…come mostra l'esempio seguente:
\begin{lilypond}
\end{lilypond}`
Poi si compone il documento e si ha quanto richiesto. Ma è una cosa difficile.
Spero di averti risposto.
Ciao
Tommaso