Re: fontenc prima di tutto

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antonio.macrì” post=65463Grazie delle risposte.

Per OldClaudio: grazie Claudio, tornerò più avanti sugli esempi che hai riportato.

Spazziamo via il dubbio, prima di tutto: non ci possono mai essere conflitti di opzioni con fontenc, perché questo pacchetto finge, dopo ogni chiamata, di non essere stato caricato. È quindi buona cosa metterlo per primo (il possibile “pacchetto zero” è etex), in modo da essere sicuri di quale sia la codifica principale di output del documento.

Tu parli di conflitti di opzioni, nel senso che si può fare
`
\usepackage[FOO]{fontenc}

\usepackage[BOO]{fontenc}`
senza generare “option clash”, giusto?

Certo; gli altri pacchetti darebbero “Option clash”, con fontenc non può succedere.

antonio.macrì

Va messo prima di inputenc perché questo pacchetto esamina le codifiche caricate quando gli si dà l’opzione utf8. E babel va messo dopo inputenc perché, con certe lingue, ha bisogno di sapere quale sia la codifica di input.

Quindi deduco che a essere rigoroso è l’ordine di caricamento dei tre pacchetti fontenc/inputenc/babel. Quello che ancora mi chiedo, però, è se, così come inputenc esamina le codifiche di output caricate, ci sono altri pacchetti che fanno qualcosa di simile. Chessò, mathpazo citato da Claudio o beramono o qualche altro pacchetto che carica font: c’è necessità per qualcuno di essi di venir caricato dopo fontenc?

Alcuni pacchetti per font particolari richiedono la codifica T1; in genere non hanno il supporto per altre codifiche (eventualmente solo la TS1, cioè i simboli testuali aggiuntivi). Se scrivi in russo, per esempio, non caricherai mai mathpazo da solo, perché non c’è il font cirillico corrispondente. Carica sempre T1, eventualmente con altre codifiche specificate prima, e non avrai problemi.

Ciao
Enrico

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