Il file readme.pdf dice delle cose inesatte, come per esempio quella che la compilazione con pdflatex non funziona e bisogna passare attraverso latex – dvips — ps2pdf. Forse non era vera una volta, ma ora funziona benissimo (a parte rotating che non ho provato).
Ho però cancellato i pacchetti inutili che ti ha indicato Enrico, e così ho visto che non si può usare subfig, perché chiama caption, e questo è incompatibile con la classe scrbook; poi cancella re caption2, ma devi lasciare subfigure, che è obsoleto.
Però puoi fare una rova: sostituisci book a scrbook dovunque questa classe venga chiamata, comprese le sue opzioni specifiche; mettici book al posto e prima di usare \areaset, richiedi il pacchetto typearea che appunto non è spcifico delle classi KOMA, che lo caricano di default, ma può essere caricato da qualunque classe. Dopo di che non hai problemi con subfig.
Ti segnalo che le definizioni del tuo preambolo di \larr, \rarr, \lmat, \rmat sono dei pugni nell’occhio, specialmente dopo aver chiamato il pacchetto amsmath; le matrici delimitate da parentesi quadre si realizzano con l’ambiente bmatrix e l’array di 20 colonne si ottiene semplicemente usando la stessa espressione della matrice ma impostando il valore del contatore \MaxMatrixCols a 20 mediante il solito comando \setcounter; lo spazio fra le parentesi quadre e la matrice è più adatto di quello che si può ottenere con \left e \right e anche gli eventuali esponenti sono collocati meglio.
a maggior parte degli altri comandi sono di “antica” tradizione TeXiana; gli utenti di plain TeX hanno sempre considerato troppo lunghi i comandi di LaTeX e hanno sempre cercato di abbreviarli mediante la definizione di comandi ad hoc. Risultato, solo loro riescono a leggere i loro file sorgente e non risparmiano granché, visto che invece di ricordare un comando standard, magari di qualche battuta più lungo, devono sempre avere sott’occhio il loro “traduttore”; risparmiano certamente olio di gomito ma consumano più olio di cervello.
Come mezzo marchigiano, sono particolarmente sensibile a quello che accade nelle Marche e mi spiace che alla UPM “spaccino” materiale obsoleto, accompagnato da istruzioni obsolete (benché scritte nel 2010) 🙁