Re: ClassicThesis per una tesi di laurea

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illinguista1972″ post=66294Come potete vedere, è solo una questione di gusto.
Ma, per come la vedo io, chi usa uno stile o l’altro deve usarlo rispettando le intenzioni del suo autore, il che equivale a dire: usare ClassicThesis con le note a margine, dato che la gabbia così stretta trova la propria morte insieme alle note a lato.
Il che, in una tesi triennale, mi pare francamente un tantino esagerato. ArsClassica le ha eliminate. Lorenzo le ha eliminate. 😉
Che senso ha caricare uno stile per modificarlo?

Questa è la mia opinione.

Ciao
Tommaso

Mi sono permesso di modificare i margini di classicthesis solamente una volta. Spesso invece modifico quelli di arsclassica
`\areaset[5mm]{312pt}{699pt}`
per ripristinare quelli di classicthesis
`\areaset[current]{336pt}{750pt}`
Ma a quelli di CT ormai sono abituato e non li cambio più. ArsClassica ha margini più stretti di quelli di CT.

ansys” post=66295Antonio, non hai specificato che tipo di tesi intendi.

Rimango dell’opinione che classicthesis per tesi scientifiche non sia idoneo. Margini troppo ampi, font inguardabile (per la matematica). Se ci devi togliere questo e quello tanto vale non usarlo. La bellezza (?) di classicthesis sta proprio in quello, che senso ha usarla?

Con i problemi che poi Miede ha causato, ho un motivo in più per non consigliarlo.

Ciao
Orlando

Come font per la matematica puoi usare sia l’euler (un font praticamente dritto) che mathpazo (praticamente il Palatino corsivo): quest’ultimo mi sembra (molto più) adatto (ma noto che Lorenzo usa l’euler nel suo Funzioni/Distribuzioni). Quanto ai margini, vedi cosa ho già scritto a Tommaso.

ivan” post=66291Tommaso ha già detto tutto quello che penso, e con una chiarezza che non potei eguagliare.
Ma in tv non danno niente e quindi dico anch’io la mia 😉
Dove sta il problema? Secondo me da nessuna parte.
Classicthesis si può usare per una tesi? Sì, si può.
Tutta la discussione ruota attorno a opinioni e consigli personali.
Semplicemente a un mio laureando (triennale) sconsiglerei di usare classicthesis (o arsclassica), ma lo lascerei libero di scegliere book, amsbook, scrbook o memoir…o suftesi.
Non ci sono ragioni per questo, ma solo motivi. I motivi, però, possono avere un fondamento razionale.

@Antonio se ti serve una legittimazione ad usare classicthesis, difficilmente te la potrò dare io. Ma non sei un mio laureando 🙂
Quindi se ti piace classicthesis usala. Non serve nemmeno riscriverla. Funziona bene così com’è, con qualche accorgimento.
Ci sono altre cose che non mi trovano d’accordo. In un elaborato di 30 pagine non userei i capitoli. Non servono.
Hai fatto una tesi triennale di 110 pagine? Io te l’avrei impedito. Ma non sei stato un mio laureando 🙂

@zippo Il problema sta proprio lì: l’apparenza. Ma non illuderti che questo influisca sulla valutazione. Una tesi fatta con Word e una con LaTeX hanno sulla commissione lo stesso impatto. E anche se l’impatto fosse diverso, ciò non avrebbe influenza sul giudizio finale, che dipende da relatore e controrelatore (o secondo relatore). I membri della commissione hanno un’unica preoccupazione: che il laureando si sbrighi a fare il suo discorso. Siccome non hanno letto la tesi, non entrano nel merito del giudizio sull’elaborato ma si limitano a giudicare l’esposizione. E in genere, a meno che questa non sia un vero e proprio fallimento, non si oppongono a quanto hanno deciso relatore e controrelatore.

Come pare aver detto il nostro guru:
`la cosa che conta di più in un testo è IL testo ! `

E il testo viene valorizzato dalla forma, non sostituito.
Il desiderio di produrre un bel testo può far perdere di vista il fine principale, che dovrebbe essere quello di produrre un buon testo

Ciao
Ivan

Grazie, ora mi è più chiara la faccenda.

Quando ho letto che non è adatto o che non dovrebbe essere usato, ho cominciato a pensare che ci siano ragioni (di ordine “tipografico” o “editoriale”, diciamo così) per non farlo. Mi sono comunque limitato a chiedere le vostre motivazioni.

Non mi serve una legittimazione a usare CT (l’ho fatto e continuerò a farlo), né a riscriverla (sono deciso a farlo). Volevo solo capire se e perché non dovrei farlo.

Provo a tirare le fila del discorso, dal mio punto di vista. Il problema, in generale, è come si pone il laureando nei confronti della sua tesi. Nel senso che può rimanere abbagliato dalla forma e trascurare il contenuto. E magari anche chi la legge può cadere nello stesso tranello. Dal punto di vista “tecnico”, invece, l’unica questione rimane sulle note a margine: secondo alcuni, siccome CT è pensato con le note a margine, un lavoro che non le richieda, come per esempio una tesi, non usa appieno lo stile.

Forse rimane anche il fatto che con una gabbia più larga viene facilitato l’inserimento di codici o formule matematiche, ma non credo sia un punto caratterizzante.

Grazie,
Antonio

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