Sarebbe molto interessante approfondire la questione del raddoppiamento, rispetto alla quale, in generale, mi sentirei istintivamente orientato verso un salutare entia non sunt multiplicanda.. Tuttavia, devo dire che nella pratica “legalese”, per quanto attesta la mia piccola esperienza, la doppia “t” in caso di pluralità di articoli è prassi di gran lunga prevalente (come forse potrebbe confermare chi ha avviato questa discussione o chiunque altro maneggi atti giudiziari). In un’ottica pragmatica, quindi, poter disporre di un unico comando, versatile al punto da poter ricomprendere tutti i casi d’impiego di “art.” e “artt.”, sarebbe uno shortcut di non poco conto per chi li utilizza di continuo. I comandi indicati dal Professore centrano in pieno l’obiettivo. Sulla questione teorica rimango molto interessato all’evolversi delle discussioni anche nei settori estranei al “legalese”.