Ho scritto a Ötlicher che mi ha detto quanto ho scritto sopra. Ho letto con attenzione la sua versione in inglese (texdoc lshort, versione 5.01, datata 6 aprile 2011, file sorgente: in texmf-dist/lshort/english/lshort-5.01.src.tar.gz) e ho visto che contiene sempre l’approccio Linuxiano dei 10 o 20 anni fa; PS e poi PS , nient’altro che PS.
Gli ho chiesto di fare un traduzione libera del testo inglese aggiornando ad oggi e senza troppa attenzione al sistema operativo, perché in fondo che legge A not so short… non è necessariamente un seguace di Tux, il Pinguino. Mi ha confermato che le cose sono effettivamente cambiate e che era sua intenzione ripartire da da capo con una versione che non mettesse al centro dell’universo il formato PS. e che prendesse atto che oggi anche le figure EPS possono essere incluse con pdflatex (che nella versione attuale è considerato un programma per “signorine” non adatto ai “real men”, cioè quelli che seguono Tux).
Allora mi pare una perdita di tempo lavorare oggi su una versione che, se Ötliker mantiene le sue promesse, diventa un lavoro obsoleto prima di nascere.
Tommaso, puoi benissimo tradurre in italiano la versione attuale, il che è sempre meglio che niente; ma tienti per uomo avvisato 🙂 non vorrei che il tuo lavoro sia inutile.
Ciao
Claudio