Re: consiglio su nuovi comandi

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deer” post=67634Non vorrei sembrare eccessivamente pignolo, ma c’è ancora una cosa che non mi convince del bel codice di egreg. Infatti, a volte capita di dover scrivere una cosa come questa: <artt. 23, co. 2, e 43, co. 4, c.c. …>>; oppure <art. 23, co. 3, n. 1, lett. a), c.c.>>. Ecco, in questi casi mi pare che non si potrebbe impiegare il nuovo comando. Io non m’intendo di nuovi comandi, quindi non so se sia possibile modificare quello proposto da egreg in modo da prevedere anche queste ulteriori ipotesi. Però faccio notare che si tratta di ipotesi di impiego abbastanza frequente, quindi potrebbe essere molto utile poter disporre di una versione del comando che le preveda.
Quanto al discorso sul rappoddiamento dell’ultima lettera dell’abbreviazione in caso di plurale, mi sembra di poter dire che si tratta di una prassi ormai quasi norma(le). Chi ha familiarità con i testi giuridici non può non trovare strana la dicitura “art. 24-28 c.c.” al posto di quella, appunto normale, “artt. 24-28 c.c.”.
Infine, vorrei mettere a disposizione il mio tempo e le mie rudimentali conoscenze LaTeX a chi sia eventualmente interessato a studiare il modo di adattare LaTeX alle esigenze dei giuristi o di chi maneggia documenti legali.

La seconda variante, quella con “art. 23, co. 3, n. 1, lett. a), c.c.” puoi ottenerla con
`\cc{23}[3, n. 1, lett. a)]`
Per la versione “doppia” si può pensare a un’altra variante.

Posso dirti una cosa, sinceramente? Scrivere brutture del genere mi infastidisce. Ma se ho tempo ci provo.

Ciao
Enrico

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