Re: Note al piede

#68611
OldClaudio
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    Mettere l’esponente dopo la punteggiatura ha una valenza estetica non indifferente; Metterlo prima (o in certi casi anche dopo), può essere consistente con il significato della punteggiatura; a quale proposizione si riferisce la nota? Con questo criterio mi pare che l’esponente vada messo sempre prima, tranne che la virgola non chiuda un inciso (che in quanto inciso è eliminabile senza che l’enunciato cambi significato).

    Il problema grosso si riferisce alle note che commentano qualcosa che riguarda una proposizione scritta con il codice della matematica. È chiaro, secondo me che né Tschichold né Bringhusrt dicono granché sulla matematica perché sembra loro di sporcarsi la bocca trattando di una simile cosa da vili meccanici (Seneca dixit; ma vi includono anche i matematici, i fisici, ecc, ecc). Secondo me non si devono mettere nota in matematica, perché non esiste nessun simbolo alfanumerico o paralfabetico che non abbia una qualche significato in matematica; in questo caso si potrebbe mettere la nota in linea col testo, perima della formula in display, magari dopo i due puti che introducono alla fine del testo la successiva espressione; In questo caso si segnala che “sintatticamente” la nota non si riferisce al testo ma a quanto segue i due punti.

    Ciò premesso esiste quasi sempre un modo per evitare le note, come, apparentemente la signora Knuth raccomandava sempre al prof. Knuth.

    Come la mettiamo con i linguisti che nelle edizioni critiche usano anche 5 apprati di note?

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