Re: Bibliografia, edizioni originali, stile philosophy-modern

#68664
lorenzo.pantieri
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    OldClaudio” post=67796Ci sono due testi, certamente collegati l’uno all’altro; io farei due riferimenti distinti in ciascuno dei quali metterei anche la cross reference all’altro, e per la traduzione userei anche il campo note per indicare il nome del traduttore.
    Poi non ci sarebbe nessun problema a citare solo la versione francese del 1699, o solo la versione italiana del 1963, o entrambe, e la pagina 100 riferita solo a richiamo dell’edizione italiana. Fraintendimenti? Nessuno, assolutamente nessuno. Spazio occupato? forse due righe in più nell’elenco bibliografico.

    Innanzitutto grazie per il tuo punto di vista, Claudio. 🙂

    Anche se la soluzione che indichi rimuove ogni ambiguità nel riferimento completo della pagina, non la userò, per due ragioni. In primo luogo, la bibliografia verrebbe ridondante, antiestetica:

    Pascal, Blaise
    1699 Pensées, Guillaume Desprez, Paris (tradotto in italiano come Pensieri, Einaudi, Torino 1962).
    1962 Pensieri, Einaudi, Torino (è la traduzione di Pensées, Guillaume Desprez, Paris, 1699).

    In secondo luogo, visto che nel testo farei (ovviamente!) sempre riferimento alla traduzione e mai all’originale, avrei l’insoddisfacente (per i motivi detti prima)
    `Si veda [Pascal, 1962].`
    Grazie mille, comunque! 🙂

    Aspetterei anche il parere di Ivan: quello che pongo è, in definitiva, un problema classico (in un lavoro umanistico, può capitare di citare i Pensieri di Pascal, e ovviamente, per i motivi che indichi, difficilmente si è in possesso dell’originale secentesco!). Mi aspetto che esista una soluzione altrettanto “classica” 😉

    L.

    P.S. Resta il problema di come avere riferimenti del tipo

    [Pascal, 1699: 100].

    anziché

    [Pascal, 1699: p. 100].

    predefiniti con lo stile di Ivan.

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