OFF TOPIC
ivan” post=67879Venendo al tuo problema, puoi citare una traduzione francese di Descartes che parla dello spirito (esprit), ma a cosa si riferiva Cartesio quando scriveva l’originale in latino? Alla mente (mens) o all’anima (anima)? Non è la stessa cosa. Tradurre anima con spirito o con anima non è irrilevante. Spesso le questioni filologiche sono tutto quello che c’è. Buona parte della storia della filosofia è costruita su questioni filologiche, che per uno scienziato sono appunto marginali.
L’approccio che si vanta d’essere scientifico (alla Odifreddi) su alcune questioni religiose, filosofiche, ecc., mi fa sorridere. Oltre a semplici divulgatori ci sono anche importanti figure che sono state abbagliate (vedi Gödel).
Consiglio la lettura di Kierkegaard…nell’originale danese, naturalmente 😀
Il discorso è enormemente interessante, anche se (purtroppo) ampiamente OT. Ho sempre pensato che un approccio scientifico sia non solo utile, ma a volte addirittura necessario alle discipline umanistiche. Prendi un’opera come il “Parmenide” di Platone. A sentire alcuni filosofi si tratta di una delle vette del pensiero occidentale. Letto invece con gli occhi della logica moderna è (poco più di) una raccolta di scioglilingua: è tutto dovuto all’equivoco del termine “essere” che ha, in logica, una decina di significati diversissimi (e precisissimi), mentre Platone li confonde, con risultati (agli occhi dei moderni) catastrofici.
Non parliamo del concetto di infinito: in matematica è da prendere con le pinze, (anche perché) fonte di innumerevoli paradossi. I filosofi lo usano con una superficialità che (per citarti) fa sorridere.
Le “dimostrazioni” dei filosofi, spesso, fanno acqua da tutte le parti: i termini non sono definiti rigorosamente, si usa la stessa parola per indicare due concetti diversi e si passa con disinvoltura dall’uno all’altro, si usano surrettiziamente assiomi che non sono stati dichiarati, eccetera. Prendi le “prove” filosofiche dell’esistenza di Dio. Lette con gli strumenti scientifici di oggi sono poco più che dei giochi(ni) di parole. Hai citato Gödel: proprio lui ha fornito una dimostrazione corretta dell’esistenza di Dio (che però non dice gran che, visto che la dimostrazione parte da ipotesi che quasi coincidono con la tesi da dimostrare…).
Non è questo, però, il punto. Dicevo, non so l’arabo. Bene, ora ti do tre coppie di citazioni.
Prima coppia:
Nei regimi democratici, la regolazione degli interessi avviene spesso a vantaggio dei più forti, essendo essi i più capaci di manovrare non soltanto le leve del potere, ma anche la formazione del consenso. In una tale situazione, la democrazia diventa facilmente una parola vuota.
Il sistema democratico parlamentare ha consentito il dominio assoluto del capitalismo che ha reso tutti i meccanismi di garanzie democratiche «vuote formule». La maggioranza dei popoli si è lasciata così soggiogare da una minoranza tirannica che possiede tutto il capitale finanziario. Questa minoranza controlla i parlamenti, le costituzioni e la stampa: è il destino di tutti coloro che pensano di poter tutelare la loro dignità e i loro interessi senza le leggi di Dio.
Seconda coppia:
La democrazia non può essere mitizzata fino a farne un surrogato della moralità o un toccasana dell’immoralità. Il suo carattere «morale» non è automatico, ma dipende dalla conformità alla legge morale a cui, come ogni altro comportamento umano, deve sottostare: dipende cioè dalla moralità dei fini che persegue e dei mezzi di cui si serve.
La teoria e la pratica della democrazia sono forme di politeismo. Il diritto del popolo di scegliere i propri rappresentanti non significa che la nazione può legiferare secondo la sua volontà.
Terza coppia:
L’autorità è postulata dall’ordine morale e deriva da Dio. Qualora pertanto le sue leggi o autorizzazioni siano in contrasto con quell’ordine e quindi in contrasto con la volontà di Dio, esse non hanno forza di obbligare la coscienza in tal caso, anzi, l’autorità cessa di essere tale e degenera in sopruso.
Il punto essenziale e chiaro per tutti è che chi abbandona la legge di Dio per un’altra, che egli stesso o altri uomini hanno creato, commette un atto d’idolatria e di tirannia, allontanandosi così dalla verità, e che chi governa in base a una simile legge è un usurpatore.
Forse sarai sorpreso che gli autori di ogni coppia di citazioni sono rispettivamente un papa e un islamista radicale (a proposito: riesci a individuare, per ogni citazione, se l’ha scritta il papa o il fondamentalista islamico?).
Il parallelismo è interessante (e forse anche un po’ inquietante). E l’essermi basato su una traduzione accreditata dei testi in arabo non credo modifichi la sostanza del discorso (cercare di dire, giocando con le parole, che in realtà un autore in realtà vuole dire “altro” da quello che dice mi sembra un’arrampicata sugli specchi intellettualmente poco onesta).
Ecco, questo è il (mio) punto.
Chiuderei l’OT (che fra l’altro potrebbe irritare qualcuno). Se vuoi, e con piacere, proseguiamo la conversazione in privato! 🙂
A presto,
Lorenzo