samiel” post=67906Grazie per il codice, adesso vedo.
Per l’altra questione, senza essere così edotto sugli aspetti “storici”
di LaTeX, quella terminologia mi aveva comunque un po’ spiazzato.
Però qui si torna al solito problema di una guida che indubbiamente
ha delle mende. Io ancora una volta mi sono limitato a rendere
il testo in italiano. Considerato tuttavia che anche la licenza
ce lo consente, possiamo modificare, correggere, integrare.
Alla luce delle tue osservazioni, potresti fornirmi qualche sponto
su come trattare in pratica la questione?Grazie
M
In alcuni documenti si trovano i comandi \rm, \it, … che sono residui di un tempo andato e che non hanno mai funzionato come avrebbero dovuto. Perciò non vanno usati mai e dimenticati, anche perché il loro effetto quando sono dati in serie è piuttosto imprevedibile. Ci sono validi sostituti che hanno anche “effetto cumulativo”: con `\sffamily\itshape` si sceglie un font senza grazie inclinato (cosa che non sarebbe avvenuta con \sf\it). Ma si consiglia di usare la forma dichiarativa solo per lunghi tratti di testo all’interno di un ambiente; per tratti brevi o singole parole è meglio adottare i comandi con argomento \textit, \textsf … che ci liberano dal problema di chiudere i gruppi aperti: si ricordi infatti che la sintassi corretta per \sffamily e simili è {\sffamily testo} (le graffe possono essere sostituite dai delimitatori di un ambiente). Le forme dichiarative sono comode solo in un caso: le celle di una tabella composta con `tabular`.
Ciao
Enrico