Re: table* e figure* in ambiente multicols

#68847
lorenzo.pantieri
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    Vediamo un po’ di capire la differenza che c’è tra introdurre un oggetto con
    `\begin{figure}
    \includegraphics[width=\columnwidth]{…}

    `oppure con
    `\begin{figure}
    \includegraphics[width=\textwidth]{…}

    `
    Se si sta scrivendo (come di si fa di solito) su una sola colonna di composizione, non c’è differenza: \columnwidth e \textwidth coincidono. Però immaginiamo di voler trasformare il nostro documento scritto per una colonna in uno a due colonne. Se abbiamo usato la seconda forma, quello che otteniamo è un errore (l’ambiente figure, in un ambiente a due colonne, piazza l’oggetto sulla colonna di composizione, ma ora quel \textwidth fa sì che sia troppo largo per starci): dobbiamo sicuramente correggere, per esempio trasformando l’ambiente figure in figure*, oppure cambiando quel \textwidth in \coumnwidth.

    Invece se abbiamo usato la prima forma (quella con \columnwidth) il codice va bene (almeno dal punto di vista sintattico): la figura sarà questa volta larga tutta la colonna.

    Naturalmente, anche se abbiamo usato la forma con \columnwidth è (molto) probabile che dobbiamo fare comunque degli aggiustamenti: se una figura a tutta pagina è leggibile, magari non lo sarà più se larga una colonna. Però in questo caso la correzione è “solo” (molto) probabile, non sempre necessaria: in altre parole, spesso dovremmo correggere il codice, ma magari non sempre. Ecco perché usare \coumnwidth è leggermente meglio che usare \textwidth.

    Almeno, io l’ho capita così! 😉

    In definitiva, è una questione i lana caprina: se abbiamo scritto un documento per una colonna e vogliamo rivoluzionarlo mettendolo su due, gli oggetti inserirti andranno comunque esaminati tutti, uno per uno, per vedere se con la nuova impaginazione le dimensioni lo rendono leggibile. Quella preferenza per \columnwidth è più che altro una questione di voler spaccare il capello in 4. 😉

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