Re: ArsClassica 4.0

#69467
lorenzo.pantieri
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    ::

    illinguista1972″ post=68595Vedi, basta pungolarti un poco 😀

    🙂

    illinguista1972″ post=68595Certo che ora il maestro copia dall’allievo!

    Si può dire che questa volta sia andata così!

    illinguista1972″ post=68595Dunque, anche Classic Thesis (quando mai si capirà come si scrive!) ha fatto a meno delle note a margine?

    Non direi. Nella documentazione le note a margine ci sono ancora. Io invece le sconsiglio (e infatti dalla doc. di ArsClassica le ho tolte, come le abbiamo tolte dall’Arte): più precisamente, sconsiglio quelle introdotte dall’autore con il comando \graffito. Se invece il relatore vuole fare delle annotazioni a penna sul foglio, ben vengano.

    illinguista1972″ post=68595Insomma: Classic e Ars hanno la stessa gabbia, ora, leggermente più grande di prima. Giusto?

    Giusto. Miede scrive:

    The size of the text body is intentionally shaped like it is. It supports both legibility and allows a reasonable amount of information to be on a page.

    Miede ha lasciato cadere la regola di Bringhrust, di cui non parla più. Infatti ora la gabbia di CT (e di ArsClassica) non la rispetta più. Nel mio piccolo, ho sempre trovato la lunghezza di riga consigliata da Bringhrust troppo piccola per un A4. Se la si aumenta un po’ non succede niente, anzi: l’A4 viene riempito meglio, si spreca meno carta, l’impaginazione è più facile (ti ricordi i salti mortali per comporre l’Arte con quella riga così corta?) e se non si esagera con l’aumento la pagina non perde il suo slancio!

    Ah, più che di “regola di Bringhurst” si dovrebbe parlare di “consiglio di Bringhurst”: userei il termine “regola” per cose oggettive (la “regola dei segni di Cartesio”, per esempio). Decidere la lunghezza della riga è essenzialmente una questione di gusti. In altre parole, si tratta di arte, non di scienza.

    Ciao,
    L.

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