Re: suftesi: classe per tesi in discipline umanistiche

#49486
lorenzo.pantieri
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    OldClaudio” post=69136Ma non ci può essere uno schema predefinito; oppure possono essercene tanti e per un motivo o per l’altro ogni compositore li vorrebbe modificare.

    Ripeto: non capisco perché questo debba valere solo per il frontespizio e non, poniamo, per le testatine.

    OldClaudio” post=69136Si noti: un libro intitolato “L’arte di scrivere con LaTeX” sta benissimo con il titolo nella composizione che è stata scelta, con la grande L colorata e calligrafica che richiama l’azione di scrivere, e gli altri caratteri scelti con molto gusto; il risultato complessivo richiama il concetto di arte. Trovo che la cosa si particolarmente bene azzeccata, ma non ripeterei quello stile per nessun altro libro, perché non vi si adatterebbe, a meno che non sia intitolato “L’arte di scrivere con LaTeX II”.

    Certo, quello è un frontespizio particolare: si vuole un risultato “d’arte” e lo si cerca con l’ambiente titlepage. Ma usare l’ambiente titlepage dovrebbe essere l’eccezione, non la regola. Proprio come usare un pacchetto per personalizzare le testatine: dovrebbe essere l’eccezione, non la regola.

    OldClaudio” post=69136Memoir presenta tutta una casistica di frontespizi? certo, ma non ne sceglierei nemmeno uno. Sono ben fatti, ma sono adatti solo come esempi.

    Non sono d’accordo. Prendi le figure 4.1, 4.4 e 4.5. C’è “tutto”: il titolo, un sottotitolo, l’autore, il nome della casa editrice. Sono frontespizi diversi: nel primo il testo è allineato a destra, nel secondo è centrato, nel terzo è allineato a sinistra rispetto a un margine rientrato. Il risultato può piacere o no. Ma trovo difficile che a un utente “normale” non vada bene proprio nessuno di quei frontespizi (intendiamoci, un pacchetto titlepage dovrebbe poterne produrre anche degli altri). L’utente con poco tempo a disposizione, alla peggio, sceglierà il frontespizio che gli piace di più. L’utente con esigenze particolari se lo farà a mano. Ecco, vorrei avere a disposizione quei frontespizi senza dover usare memoir (o l’ambiente titlepage).

    OldClaudio” post=69136Del resto io non ho un grande senso artistico; e vedo qualcosa di bene fatto lo riconosco, ma non sono capace di creare un buon frontespizio da solo.

    Come volevasi dimostrare. Se tu che hai decenni di esperienza con LaTeX e con la tipografia ammetti di non saper produrre un buon frontespizio a mano (la stessa cosa vale per me, intendiamoci!), perché -di fatto- richiederlo a un principiante che vuole usare LaTeX per scrivere un libro?

    Ripeto, le autorevoli obiezioni (di Enrico, Claudio e Ivan) non mi convincono. L’idea base di LaTeX è “concentrati sul contenuto, lascia a LaTeX la tipografia”. Non capisco perché questa regola non debba valere più quando si parla del frontespizio di un libro (e solo di quello).

    OldClaudio” post=69136Non ho abbastanza fantasia. Figuriamoci allora se un programma può avere abbastanza immaginazione e fantasia creativa per creare un bel frontespizio.

    Parafraso: “figuriamoci se un programma può avere abbastanza fantasia per creare delle belle testatine”.

    Non ha senso, vero? 😉

    A un programma come LaTeX non si chiede fantasia: si chiede che permetta all’autore di disinteressarsi della tipografia (frontespizio compreso!) e di concentrarsi sul contenuto. Certo, impossibile far contenti tutti gli autori (e per le esigenze particolari andare a mano è a volte l’unico modo). Ma un conto è la regola, un altro l’eccezione.

    Ciao,
    L.

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