Re: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione

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OldClaudio” post=70238Visto che sto scrivendo una specie di GuidaGuIT su XeLaTeX e, senza esserne diventato un mago, l’ho usato e lo uso abbastanza, posso assicurare che Arte fa un cenno più che sufficiente per l’uso con il greco. Sostanzialmente XeLaTeX presenta dei grossi vantaggi per la gestione e l’uso dei font rispetto a psdflatex, ma presenta anche degli svantaggi, non molti ma ne presenta. la gestione dei font sembra semplice, nel senso che non c’è bisogno di fare altro che usare quelli che sono già installati sulla propria macchina, senza bisogno di creare mappe e altre diavolerie di font virtuali e di cambiamento di formato (per esempio ttf -> pfb) se si vogliono usare font che non siano preinstallati con lo stesso sistema TeX. Ma poi le infinite variazioni del font opentype e le altre piccole o grandi acrobazie che ci si possono fare non sono per niente semplici e vanno usate da utenti esperti; soltanto per gestire quelle cose la guida di Enrico dice già molto, ma non abbastanza. XeLaTeX consente di usare microtype solo a livello di protrusione e la tabella predefinita delle “protrusibilità” non è ancora priva di errori; scriverla per ogni font opentype disponibile su ogni sistema operativo è virtualmente impossibile; se e quando il motore di composizione di XeLaTeX userà una variante di pdftex (per non uscire in una variante di dvi da trasformare in pdf con una variante di dvipdfmx), invece che una variante di tex, non sarà mai troppo tardi. In matematica apparentemente le cose sono più semplici, poi usandola si scopre che molti segni semplicissimi da ottenere con le macro di pdflatex, non sono ottenibili con XeLaTeX; oppure che le frecce sui vettori talvolta sono quelle piccole che si ottengono con \vec in pdflatex, mentre questo stesso comando, con xelatex, ora produce frecce piccole ora frecce grandi in modo non prevedibile. Ho già segnalato questi glitch a Will Robertson; probabilmente egli ha già incorporato alcune macro che gli ho scritto, per tappare delle falle di XeLaTeX 9così almeno mi ha riposto). però con la matematica ancora ci sono grossi passi da compiere.

Allora se hai bisogno di comporre in greco politonico, quello che c’è scritto sull’Arte è sufficiente; se hai bisogno di comporre haiku scrivendo in verticale, ti serve xelatex, ma è difficile, molto difficile, sia per la scelta dei font, sia per accedere agli ideogrammi giusti, perché poi la composizione in verticale diventa la parte meno difficile.

Sarà che prima di scrivere su XeLaTeX dovrei farmi le ossa in modo più approfondito, ma XeLaTeX non è assolutamente per principianti, essenzialmente tesisti, come dice spesso Lorenzo.

Sono d’accordo. Il cenno che se ne fa nell’Arte va bene, orientato ai tesisti in greco classico. Ma direi di più: userei xetex solo se la tesi è in letteratura greca, perché lunghi tratti traslitterati potrebbero essere davvero troppo difficili anche da correggere. Per poche parole, va benissimo anche pdflatex.

Forse basterebbe aggiungere nell’appendice greca che con XeLaTeX è facile usare tutti i font a disposizione nel proprio sistema operativo. Noi diciamo solo come cambiare font con pdflatex, non come installare nuovi font.

Piuttosto, mi piacerebbe sapere se l’articolo sul greco dell’ultimo meeting e le diapo scaricabili dal questo sito sono valide o no. Ci darò un’occhiata, magari si può integrare o correggere qualcosa nell’Arte.

Ciao
Tommaso

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