Re: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione

#47662
lorenzo.pantieri
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    In realtà, non ho alcun pregiudizio circa la possibilità di parlare estesamente di XeLaTeX nell’Arte.

    Riassumo (prima di tutto per me, visto che è un po’ che non ci metto le mani). XeLaTeX, rispetto a PDFLaTeX, ha il vantaggio di permettere di gestire in modo semplice tutti i font installati nel proprio computer. Sulla carta, si tratta di una funzione importante, perché permette di (scrivere nuove classi per) produrre documenti dal design innovativo. In pratica, queste classi sono però ancora tutte da scrivere: non basta cambiare un font per avere un buon documento! Un altro vantaggio di XeLaTeX è che permette di scrivere in greco direttamente nel sorgente (utilissimo se si scrive un documenti con lunghe parti in greco; va però notato che si può fare la stessa cosa con PDFLaTeX e utf8x).

    Per contro, XeLaTeX è tuttora incompatibile con microtype e con ClassicThesis e ha qualche difetto di gioventù (segnalato da Claudio).

    In più, si tratta di “un altro LaTeX” per cui un documento pensato per (PDF)LaTeX va leggermente modificato prima di darlo in pasto a XeLaTeX. Questa è una prassi del mondo LaTeX che, non lo nego, che non mi ha mai convinto. Se Microsoft pubblicasse contemporaneamente più versioni di Word, ciascuna leggermente incompatibile con le altre e ciascuna adatta a compiti diversi, diremmo che è un buon modo di sviluppare software?

    In definitiva, stando così le cose e nell’attesa degli sviluppi, mi pare che la soluzione migliore sia, per il momento, di consigliare XeLaTeX solo a grecisti.

    illinguista1972″ post=70240Forse basterebbe aggiungere nell’appendice greca che con XeLaTeX è facile usare tutti i font a disposizione nel proprio sistema operativo. Noi diciamo solo come cambiare font con pdflatex, non come installare nuovi font.

    La penso esattamente così. In futuro l’Arte potrà addirittura consigliare XeLaTeX come il motore di default. Ora mi sembra prematuro.

    Ciao,
    L.

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