Re: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione

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OldClaudio” post=70281Lorenzo,
hai esposto i quattro LaTeX in modo tale che mi vengono questi paragoni:

Microsoft produce un solo programma di word processing che può essere paragonato all’unica vettura prodotta dalla Smart; piccola, va da per tutto, fa quel che può e quello lo fa bene.

TUG produce quatto vetture: si guidano tutte nello stesso modo con il markup di LaTeX, basta una sola petente, non è necessaria la A, B, C, eccetera; tuttavia ogni vettura ha le sue caratteristiche.

1) pdftex con \pdfoutput=0 e con latex.lts per creare il formato; comunemente noto come LaTeX; vettura popolare, datata, ma che dispone anche della manovella per avviare il motore; le altre vetture hanno solo l’avviamento elettrico; talvolta l’avviamanto a mano può essere utile.

2) pdftex con \pdfoutput=1 e con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato pdfLaTeX; berlina comoda, per lunghi viaggi, dispone anche dell’aria condizionata e del cambio automatico; va bene per tutti gli usi, ma non accetta facilmente gadget di vario tipo.

3) xetex con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato XeLaTeX; berlina comoda ma senza aria condizionata e cambio automatico; accetta ogni genere di gadget e talvolta questi gadget la fanno sembrare una vettura particolarmente dotata.

4) luatex con latex.ltx per creare il formato; comunemente chiamato LuaLaTeX; vetture fuoristrada, può affrontare ogni genere di difficoltà ma richiede una esperienza di guida fuori strada che non tutti hanno; per viaggi normali offre il comfort delle altre vetture sue consimili.

Siccome il file per creare il formato è lo stesso, la patente di guida di queste quattro vetture è la stessa; ma sono le interfacce verso l’esterno che possono rendere la guida più o meno comoda; per esempio: LaTeX accetta di incorporare solo le figure eps; le altre tre vetture incorporano tutti i formati; pdfLaTeX da solo non accetta le figure pspicture create con PSTricks, ma se la si dota dell’opportuno portapacchi gestisce anche quelle; XeLaTeX e LuaLaTeX hanno l’accessorio per gestire i font OpenType; se i font Type 1 ti sono sufficienti non vale la pena di avere una vettura superaccessoriata e basta la vettura con AC e cambio automatico; lo stesso si può dire di LuaLaTeX; se non usi l’accessorio dello scripting LUA, non ti serve; se lo usi puoi fare cose straordinarie, ma ci vuole una patente apposta solo per l’accessorio.

Io credo che per l’Arte quei pochi cenni per usare i font OpenType con xelatex al fine di scrivere in greco siano pi`¨che sufficienti; non mi pare di ricordare che ci sia anche un esempio per il cirillico, ma non sarebbe difficile aggiungerci un paragrafetto anche per il cirillico; per i filologi che dovessero usare l’alfabeto glagolitico (proto slavo), magari due righe non guasterebbero e resterebbero in tema con l’appendice sulla scrittura con le lingue classiche/antiche.

Bello il paragone con le macchine! 🙂
Si potrebbe, però, mettere un semplicissimo paragrafo di due pagine al massimo intitolato “Scrivere in altri alfabeti”, dicendo che con XeLaTeX (e le istruzioni mostrate nell’appendice sul greco, scelto solo per le più alte probabilità di essere usato in ambito accademico) è molto facile usare direttamente nel sorgente anche altri alfabeti: ebraico, arabo, cirillico, tanto per fare qualche esempio.

Naturalmente i casi, per rimanere alle tesi di laurea, sono molti: molti laureandi potrebbero aver bisogno di scrivere passi in lingua, e quando la lingua fa uso anche di un altro alfabeto, Xe aiuta notevolmente. A patto, naturalmente, di usare un editor Unicode e di riuscire a usare una tastiera virtuale rimappata o altri artifici. Ma chi deve farlo per tesi o lavoro, e non per capriccio, saprà sicuramente come fare. Un paio di esempi di sorgenti con testo arabo ed ebraico, per esempio, e il gioco è fatto, senza acrobazie.

Del resto, Lorenzo stesso scelse greco, arabo, ebraico e cirillico nei suoi articolini, no? 😉

Ciao
Tommaso

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