Re: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione

#47674
OldClaudio
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    I punti 3 e 4 non sono corretti;

    3) Xetex aggiunge delle sue primitive particolari a quelle di TeX, ma non a queslle di pdftex, che è il vero motore degli altri programmi di tipocomposizione del sistema TeX; il programma knuthiano tex, esiste ancora, con le sue primitive, ma serve solo come benchmark (come pietra di paragone) per determinare se un altro programma ha diritto di chiamarsi TeX con opportuni prefissi e suffissi, ma di fatto non si usa più. anche quando esci in formato DVI, è sempre pdftex che lavora, solo che ha il valore contenuto nel contatore interno \pdfoutput posto a 0 (zero) e passa i test di confronto con il tex knuthiano; mentre se è posto a 1 ha l’uscita in formato PDF e molte altre funzionalità di cui non ci rendiamo conto perché tranne pochissimi non abbiamo mai letto il manuale di pdftex, io non l’ho mai letto completamente, ma ti posso assicurare che le primiteve di cui dispone pdftex sono moltissime.

    4) Xetex scrive un file XDV convertito in PDF mediante uno speciale programma di conversione xdvipdfmx; anche se alla fine vedremo un file PDF, esso non potrà contenere quei comandi primitivi di pdftex che riguardano il linguaggio PDF, che non potevano stare dentro il file DVU; be’, con \special{pdf:…} forse potrebbero starci, ma di fatto non ne ho viste molte di macro che ricorrano a questo fatto (ne ho viste soltanto nella versione del 2011 del pacchetto pict2e).

    Inoltre:

    6) i formati grafici che xetex riesce a inglobare sono quelli che hai detto, ma per includere i file eps (che vengono convertiti al volo), bisogna usare \includegraphics*, non basta \includegraphics, oppure devi esplicitare l’opzione booleana clip.

    Ancora:

    1) Come sai, Enrico nella sua introxelatex.pdf ha mostrato come usare i Type 1 con xelatex; ma il suo esempio è solo dimostrativo; lui stesso di dice che sono pochi gli usi veri e reali di font type 1 con xelatex

    7) polyglossia sostituisce babel; aggiunge e toglie funzionalità rispetto a quelle di babel, ma a me piace moltissimo, decisamente più di babel.
    fonstspec unisce le funzioni di un ipotetico \usepackage[utf8][fontenc} (inesistente per pdflatex) e di tutti i pacchetti per caricare font che non siano di default, aggiungendo anche le macro necessarie a selezionare le varietà e le funzionalità dei vari font OpenTYpe; fontspec viene usato anche da lualatex.
    Sottolineo questo fatto, perché in realtà xelatex può anche farne a meno e può benissimo lavorare anche con babel, inputenc e fontenc; predi un qualunque file predisposto per essere composto con pdflatex: componilo con xelatex: 9 volte su 10 la compilazione va a buon fine senza aver toccato niente; altrimenti, se il file iniziale contiene comandi primitivi di pdftex non conosciuti da xelatex, te li segnala come errori. Ma polyglossia e fontspec consentono di accedere specificatamente alle — e di usare le — proprietà dei font OpenType senza bisogno di mappe o diavolerie particolari, riuscendo ad accedere a tutti i font presenti sulla propria macchina; altrimenti xelatex senza le funzionalità di questi due pacchetti rimarrebbe un sotto insieme di pdflatex.

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