L’editor in fondo potrebbe essere la parte meno importante nel processo di comporre con i programmi del sistema TeX.
Invece è proprio quello che funziona da interfaccia tra te e il programma di composizione; tu interagisci sempre con l’editor; cliccando gli opportuni pulsanti esegui mandi in esecuzione, per esempio, pdfLaTeX; questo trasforma il file che hai scritto con l’editor in un testo tipocomposto, poi quando ha finito informa l’editor di lanciare il visualizzatore per vedere in un’altra finiestra il risultato della composizione.. Poi puoi riprendere il ciclo per aggiunger, modificare, correggere, eccetera.
L’editor non fa nulla; su windows, al limite potresti usare BloccoNote e dalla finestra di comando dare i comandi per compilare, visulizzare, riprendere, eccetera. Ma diventeresti vecchio e ti disgusteresti di comporre in questo modo. (eppure noi vecchi abbiamo cominciato così e non ci siamo lasciati deprimere da un modo così rozzo di procedere; mal cl buon vecchio DOS non si poteva fare diversamente).
Bene: un buon editor è uno strumento essenziale; tu dialoghi con lui e lui fa quello che vuoi, docilmente al semplice tocco del mouse.
Per questo la tua domanda è importante; anche se devi scrivere una tesi di solo testo, il risultato filae che ti dà pdfLaTeX compenza ogni fatica che tu possa fare per cominciare, e il primo passo è leggere l’Arte.
I principianti si trovano bene con editor ricchi di barre di menù e di comandi da selezionare e da cliccare; Fra quelli multipiattaforma (che ti girano sia su Linux, sia su Mac) ci sono Texmaker e TeXstudio. TeXworks è semplicissimo, ma non ha tutti questi menù. TexWorks è dello stesso genere ma funziona solo su Mac.
Anche emacs è multipiattaforma e con il plugin auktex viene configurato apposta per lavorare con i file da tipocomporre con i programmi di TeX; ma o lo conosci già, oppure consumi molto tempo per impararlo ad usare con sufficiente scioltezza per gestire correttamente il file tex.
Ma c’è un altro punto che da principiante potresti sottovalutare: gli editor “LaTeX friendly” come quelli citati e decine di altri, lavorano essenzialmente con due finestre aperte; una dove fai il lavoro di editing e un’altra dove vedi il risultato; se questo risultato è in formato PDF, bisogna che l’editor vada a braccetto con il visualizzatore PDF per poter eseguire la ricerca diretta ed inversa; la ricerca diretta è quando clicchi in un punto del testo della finestra di editing e il cursore della finestra PDF si sposta nel punto corrispondente; la ricerca inversa è l’operazione opposta di quando si clicca in un punto del testo nella finestra PDF e il cursore nella finestra di editing si sposta se non proprio nel punto corrispondente, almeno qualche carattere prima o dopo. Durante la lavorazione della tesi queste ricerche dirette e inverse saranno quelle che ti permetteranno di risparmiare molto tempo durante le fasi di modifica e correzione.
Io sul Mac uso TeXShop e talvolta Aquamacs (emac+auctex stile MAc); talvolta uso anche TeXstudio, ma proprio poco; i menù con tutte quelle icone mi danno fastidio e mi riducono la superficie utile delle finestre, ma rieni presente che uso LaTeX da almeno 5 lustri, quindi ho una certa esperienza; ecco perché preferisco finestre senza fronzoli, le più semplici possibile, ma che mi consentano di fare speditamente tutte le operazioni di editing e di visualizzazione di cui ho bisogno.. Su Linux uso TeXworks e le poche volte che uso una macchina Windows uso TeXworks