Vediamo: un ricettario per visite private va scritto su carta intestata; al limite una lettera intestata come già descritto con tutti i riferimenti richiesti dall’Ordine, ma per il resto non dissimile da una carta da lettere intestata. Specifico per visite private, perché scrivere sui moduli a lettura ottica previsti da certe ASL (o come si chiamano nelle varie regioni) è molto più difficile. Il mio medico di famiglia ha avuto per il suo PC e stampante il software direttamente dalla ASL (credo) ed è il medesimo software che deve usare per l’archivio dei pazienti che l’hanno scelto come medico di famiglia.
Ma qui non stiamo parlando del ricettario a lettura ottica.
Vediamo i problemi.
La carta; stampare su formato A5 o B5 non sarebbe un problema se la carta si trovasse in commercio come si trova la carta A4; certo uno potrebbe farsi fare la carta intestato da una tipografia e ci pensa la tipografia a tagliarla di misura; il compenso per produrre la carta intestata è quello che è, e in ogni caso dove va il piacere di prodursi da soli tutto il necessario?
In un grande supermercato di cancelleria (il cui moto è: da Vagnino c’è), la carta A5 e la carta B5 non c’è. La carta A4 evidentemente sì, la carta B4 non c’è da Vagnino, ma l’ho trovata per vendita on line su Internet; una risma di 500 fogli costa dal 50% al 100% in più della carta A4 di pari qualità. Il 50% in piì è ragionevole; il 100% non lo è.
Avendo risme di carta di formato A4 o B4 è comunque possibile passare dal una copisteria o una tipografia per farsela tagliare a metà con quelle belle taglierine di potenza che possono tagliare risme intere senza neanche accorgersi dello sforzo.
Qualunque stampante anche da 50€ (l’ultima che ho comperato, era una Epson con fotocopiatrice e scanner, e mi è costata 49€) dispone di quella guida scorrevole che si può mettere in posizione per guidare sia le buste su cui scrivere gli indirizzi, sia le carte di dimensioni minori della massima dimensione accettata dalla stampante. Quindi la stampante non è un problema.
Restano le varianti; che la carta intestata con la sola intestazione o contenente anche le dichiarazioni di sana e robusta costituzione o di accertamento di morte sia fatta con scrlett2 o con altre classi è del tutto indifferente; il cocetto è che l’intestazione sia un file pdf a se stante da includere con \includegraphics nella “testatina” del foglio, almeno con un primo page style che lo preveda, e se lo scritto dovesse occupare più pagine ci vuole un secondo page style, per esempio plain, per non inserire l’intestazione completa ma magari ripetendo il solo nome del medico, la data e poi inserendo il numero della pagina.
[OT] Perché il medico chirurgo Maria Rossi, debba avere il suo nome preceduto da dott.ssa è un mistero; Giovanna Bianchi, ingegnere, è preceduta da ing.; Sandra Neri avvocato è preceduta da avv.; eccetera. “dott.” è la corretta abbreviazione sia al maschile sia al femminile — “dr” è una imitazione dello standard inglese, dove certe abbreviazioni professionali formate dalla lettera iniziale e dalla lettera finale non vogliono il punto, ma le abbreviazioni fatte normalmente, come “prof.”, sono esattamente come le nostre. — io eviterei dr come la peste, a meno che la ricetta non sia redatta in inglese britannico…:smile: [/OT]
Dopo di che si tratta di specificare le opzioni o di scrivere classi alternative; una per stampare la carta intestata senza testo; può servire anche per stampare la ricetta con un testo a piacere. una con il testo preconfigurato per dichiarare che il signor \@paziente\ è di sana e robusta costituzione; ovviamente il contenuto della macro paziente è caricato nel preambolo con la macro \paziente, nello stesso modo con il quale il titolo di un documento viene contenuto in \@title mediante il comando \title. Il comando \paziente e la macro \@paziente possono essere utili per il titolo della ricetta o prescrizione del generico paziente a cui si prescrive di fare questo e quello e a cui si ordina (Recipe con il suo simbolo) di assumere questo e quel medicamento con questa o quella modalità.
Per la classe di attestazione di morte ci sarà il comando \defunto che carica la macro \@defunto con il nome del caro estinto.
E via di questo passo per tutte le altre dichiarazioni o certificazioni dalla formula fissa.
Penso che tu abbia avuto una ottima idea a pensare a questo uso di LaTeX o di XeLaTeX. Mi sembra un po’ esagerato usare XeLaTeX solo per poter usare il simbolo di “Recipe”; penso che volendo potresti simularlo benissimo con un trucchetto eseguito con Tikz o anche con il semplice ambiente picture; in fondo si tratta solo di una R con una piccola decorazione; non è detto che questo segno, che ha il suo bravo codice UNICODE, sia presente nelle polizze effettive di tutti i font OpenType disponibili con XeLaTeX. Il disegnino fatto con Tikz o con picture e adattato con cura al font che usi nel ricettario può essere altrettanto bene fatto ma non ti costringe ad unsare uno dei pochi font che dispongono di quel segno; quindi non ti costringe ad usare XeLaTeX.
By the way: il simbolo del pacchettp textcomp \textrecipe produce esattamente il segno che ti serve e non hai nessun bisogno di trucchetti con Tikz o picture. Al massimo puoi mettere nel preambolo
`
\let\R\textrecipe
`
purché la tual classe per il ricettario abbia caricato il pacchetto textcomp. In questo modo è più semplice scrivere \R piuttosto che \textrecipe e non hai bisogno di usare XeLaTeX.