Questa discussione sul disegno programmato capita veramente a fagiolo perché proprio in questi giorni scrivo una piccola guida incentrata su TikZ. 😀
Seconda casualità, ho letto un post interessante su TeX.StackExchange che riporto in quanto può offrire a tutti spunti nuovi: link.
È innegabile che per riuscire fare cose eccellenti con TikZ serva un po’ di tempo, ma la qualità? Vogliamo mettere? Dal mio punto di vista non c’è storia. Lorenzo in un post precedente ha inserito un link (punto 2). Io consiglio:
Scrivere quel codice non vuol dire procedere alla cieca, ma “inventare”, “costruire” e “modellare” la propria figura. 🙂 Il codice, a dirla tutta, segue esattamente uno schema logico: la definizione dei nodi attraverso la loro posizione, colore, forma e testo. Certo, le prime volte non è semplice da intuire il meccanismo; occorre “visualizzare” la propria figura su un piano cartesiano, in modo tale da riuscire a definire facilmente le coordinate x e y per nodi e linee.
La sfida che ha lanciato Lorenzo, detto molto onestamente, secondo me non ha molto senso. 😉 Esistono persone che sicuramente possono rifare alcuni di quei disegni in pochissimo tempo con il codice. Come? Semplicemente grazie a vecchi disegni (nel corso di tre anni che uso LaTeX ne ho collezionati parecchi). Si prendono e si adatta il codice vecchio alla nuova figura da fare. 😀 Quanto ci si impiega? Boh. Con del buon copia e incolla magari anche meno di 5 minuti. Tuttavia, anche dimostrando a Lorenzo che è possibile, il discorso non regge per il principiante.
La mia considerazione finale è: nell’Arte un paragrafo sul disegno programmato dovrebbe esserci, ma solo per accennare ai vari pacchetti che esistono e offire un riferimento.
Ciao
Claudio