lorenzo.pantieri” post=71867L’Arte andrà aggiornata sicuramente: (almeno) una menzione al disegno programmato va fatta, avevate ragione.
Resto invece ancora scettico sul codice per produrre grafici qualitativi, come il mio baricentro e i mie secchi.
Sono contento. Ad onor del vero va detto che anche con Mathematica si può ottenere lo stesso grafico, aggiungendo un po’ di opzioni a [tt]Plot3D[/tt] (e qui ti accorgeresti che anche la sintassi di Mathematica non è che sia tanto intuitiva). Inoltre non tutto quello che si può fare (/semplicemente) con un software di calcolo si può fare (/altrettanto semplicemente) con pgfplots. Ad esempio al momento non mi risulta che si possano aggiungere effetti di luce.
Questo(*) l’ho fatto con Matlab aggiungendo più punti luce (di colore diverso) ed attribuendo un certo grado di riflessione alla superficie:
[attachment=229]d2.jpg[/attachment]
Si nota subito che le etichette sono in Arial, che la griglia è appena visibile e che lo sfondo non è trasparente (per questo è necessario un software di fotoritocco).
In conclusione, (1) penso che per la maggior parte dei grafici pgfplots vada più che bene, (2) che in qualche caso si possono importare i dati elaborati da un software di calcolo, (3) altrimenti si può ricorrere senza indugio alla potenza di Mathematica & c.
Passiamo al disegno qualitativo. @OldClaudio, hai ragione: come ho detto andavo di fretta e ho semplicemente cercato di riprodurre la figura senza nemmeno vedere di che si parla (l’ho chiamato secchio solo perché mi ricordava la forma del secchio). Penso che il codice si possa migliorare molto. Secondo me qualcuno sarebbe addirittura in grado di scrivere un comando dalla sintassi simile a quella di TikZ tipo:
`
\secchio [fill=gray, fill ratio=0.9] at (0,0);
`ma io non ne sono capace (se qualcuno vuole approfittare mostrare qui come si fa è il benvenuto).
Sono d’accordo con Lorenzo quando dice che per i grafici qualitativi i software specifici sono ancora una valida alternativa, anche se ci sono disegni e disegni. Per un semplice triangolo, rettangolo o cerchio o qualcosa di semplicemente composto TikZ va più che bene. Almeno una paginetta per illustrare i comandi fondamentali (draw, circle, node, rectangle, arc) ce la metterei.
Con TikZ (o pict2e) c’è una questione che bisogna inevitabilmente affrontare: è necessario conoscere almeno le basi della geometria analitica e non è detto che tutti la conoscano o se la ricordino. Per il disegno dei secchi la maggior parte del tempo l’ho persa nel ricavare le coordinate del pelo libero del liquido in funzione della percentuale di riempimento (prerequisito: equazione della retta per due punti). Se avessi usato Inkscape avrei dovuto seplicemente cliccare col mouse sui vertici del trapezio…
Ciao
P.S.: @OldClaudio hai stimolato la mia curiosità verso pict2e. Ora gli do un’occhiata.
(*) Per salvaguardare i diritti d’autore ho sostituito l’immagine originale con quella del “sombrero di Matlab”.