Re: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX

#72619
lorenzo.pantieri
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    cfiandra” post=71880Una volta creato il grafico con Matlab, si lancia la libreria matlab2tikz.m ed automaticamente viene generato il codice TikZ (pgfplots per essere precisi) relativo per il grafico. Con la stessa precisione e qualità.

    Interessante. Si può fare anche con Mathematica?

    cfiandra” post=71880forse non il caso di usare TikZ, specialmente se l’utente vede il codice per la prima volta. In ogni caso, si badi che non ho detto: “non si può fare”. Ci vorrebbe un bel po’ di tempo e di pazienza, ma alla fine ci si riuscirebbe. […] Su questo punto concordo con Lorenzo: per il neofita non è la soluzione migliore.

    Molto bene. 🙂

    cfiandra” post=71880Secondo me, in conclusione, molto dipende dalla curiosità e dalla voglia di un utente nel voler imparare. Se si è interessati, mi sento di affermare che con il tempo i risultati sono premianti; per questo motivo sono favorevole ad inserire nell’Arte la conclusione di Lorenzo, ma non a riportare spiegazioni sul codice come propone @Liverpool. Credo sia sufficiente dare i riferimenti e lasciare agli interessati l’onere di documentarsi meglio.

    Sì, anch’io la penso così.

    Propongo di aggiungere all’Arte un paragrafo puramente discorsivo spiegando che LaTeX offre la possibilità di “programmare i disegni”, che gli strumenti ci sono, che sono molto potenti anche se non immediati (il solo manuale di pgf è di 726 pagine: non tutte sono indispensabili, certo, ma la mole di informazioni è ragguardevole), che la qualità raggiungibile in questo modo è elevatissima (è il solo approccio che garantisce la coerenza con lo stile del documento), che la curva di apprendimento è ripida. E che, per esigenze molto particolari, software dedicati (come Mathematica o Autocad) restano indispensabili.

    Anzi, propongo di aggiungere anche un paio di esempi completi di sorgente, ma (ovviamente!) senza alcuna pretesa di completezza (esattamente come facciamo per il pacchetto chemfig: non ne analizziamo la sintassi, ma presentiamo la formula di struttura dell’adrenalina come assaggio, giusto per dare un’idea delle potenzialità del pacchetto). L’esempio del sombrero ci starebbe benissimo!

    Spiegare qualche comando di pgf per me non serve a molto: o le cose si fanno per bene, o non si fanno. Basterebbero poche paginette nell’Arte per mettere il lettore nelle condizioni di programmare un disegno “vero” per la sua tesi (tipo il baricentro o i secchi o il sombrero che ho mostrato)? No di certo. E allora (come del resto facciamo altre volte, quando lo spazio a disposizione non è sufficiente) si rimanda il lettore alla documentazione.

    Che ne dite?

    Ciao,
    L.

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