Eccomi qui con una nuova soluzione molto aperta; Carlo, puoi cliccare sul link seguente:
http://dl.dropbox.com/u/46128876/ricorso-3.zip
Spiegazioni:
\ho ridefinito il comando \CLIENTE in modo che accetti un certo numero di comandi obbligatori e facoltativi:
La sintassi è la seguente:
\CLIENTE[genere]{nome e cognome}[luogo di nascita][data di nascita][codice fiscale][residenza][domicilio]
Di default il genere è maschile (M); il primo argomento facoltativo può essere F; estendendo le varie definizioni si potrebbe anche pensare ad un S per le società. oppure lasciare F per le società.
Il nome e cognome senza appellativi di nessun genere, sono evidentemente obbligatori.
Gli altri dati facoltativi sono appunto facoltativi e per specificare quelli che vengono dopo altri senza specificare i precedenti bisognerebbe lasciare blank i relativi campi, senza però togliere le quadre; con un po’ di fantasia alcuni di quei campi potrebbero essere riempiti con dati relativi alale società, ma probabilmente bisognerebbe sostituire alcune parole con Partita IVA, invece che codice fiscale, e simili. Ma bisogna provare a usare questo marchingegno.
Inutile dire che il codice fiscale non è divisibile in sillabe, e che, inserito nella procura che ha un margine così piccolo, rovina piuttosto malamente la composizione delle prime righe, perché deve stare tutto in una riga. Ma nonn è colpa della procura; è colpa dalla forma del codice fiscale.
Nel ricorso e nella procura si possono usare solo i comandi minuscoli (o maiuscolo solo \Il) e gli articoli, pronomi,appellativi e aggettivi al maschile preceduti da slash. Il ricorso e la procura diventano quindi anonimi e il maschile viene usato come neutro.
Il file ricorso-3.tex e la procura MariangelaFantozzi.tex diventano cosi del tutto generici e la procura non si riferisce a nessuno in particolare, per cui non è importante che abbia il nome del cliente. Tuttavia merita mantenere separato e specificabile il nome del file della procura, in modo da avere un modello diverso per le società, per esempio, oppure per una pluralità di ricorrenti.
Carlo, esamina con attenzione i file di collaudo; vedrai che nel file macroricorso.sty ci sono due macro, \Maschile e \Femminile che ridefiniscono a seconda del genere una serie di articoli, aggettivi, pronomi e appellativi (“sig.a” va bene sia per “signora” sia per “signorina: ed è politically correct 😉 ) quella lista di definizioni può essere tranquillamente estesa con altri aggettivi o parole dipendenti dal genere.
A me pare che, presaci l’abitudine, questa soluzione possa essere considerata piuttosto elastica ed aperta; poi, visto che non ho esperienza di ricorsi, perché non sono avvocato, può darsi che l’esperienza consigli diverse altre soluzioni.
Nota che il cambio di genere in quelle parole delle liste \Maschile e \Femminile non dipende da ithen.sty, che può essere utile ma fornisce dei comandi che con costruzioni logiche un po’ complesse può dare luogo a sorprese spiacevoli.
Fammi sapere
Ciao
Caudio