Riprendo la discussione che ha per oggetto il disegno programmato nel’Arte. La prossima edizione dell’Arte, dicevo, ne terrà certamente conto e porrà l’utente di fronte a un bivio: da una parte l’uso di software esterni (via più facile ma con un compromesso sulla qualità tipografica), dall’altra il disegno programmato con LaTeX (via più ripida ma con una qualità senza compromessi).
Ho iniziato a cimentarmi con pgfplots, che mi è piaciuto subito. Disegnare una funzione con
`\begin{tikzpicture}
\begin{axis}
\addplot [
domain=0:2*pi,
thick,
blue,
]
{sin(x)};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
`
è qualcosa di naturale e intuitivo. Sto scrivendo un articolo che vuole spiegare i rudimenti di pgfplots. L’obiettivo è mettere in condizione il lettore di disegnare grafici di funzioni coprendo una gamma ragionevolmente vasta di esigenze. Certo, nessun lavoro potrà mai coprire “tutte” le esigenze tipografiche che possono presentarsi in uno studio di funzione. Quindi è naturale che per le esigenze più particolari si rimandi il lettore alla documentazione di pgfplots, di quasi 400 pagine. Però l’articolo su pgfplots potrebbe benissimo essere un capitolo della prossima edizione dell’Arte.
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Un altro paio di maniche, però, si ha con i grafici “qualsiasi” (figure geometriche, secchi, omini, eccetera) fatti con TikZ. Scrivere un articolo introduttivo che spieghi le basi di TikZ non sarebbe neppure difficile, per esempio si potrebbe partire traducendo questo, che trovo ben fatto:
http://cremeronline.com/LaTeX/minimaltikz.pdf
Purtroppo, però, dubito che un articolo (dunque, un capitolo dell’Arte) di una ventina di pagine potrebbe mettere nelle condizioni l’utente per fare qualcosa di significativo (per la sua tesi). L’esempio di questi due maialini mi aveva già colpito in passato:
http://www.texample.net/tikz/examples/parameterised-pig/
Un laureando potrebbe avere l’esigenza di disegnare qualcosa di analogo dettaglio, ma date un’occhiata al codice: impossibile pretendere che un principiante impari cose del genere, impossibile anche solo provare a spiegarle in una guida di base. Credo che repertori di esempi come questo:
http://www.texample.net/tikz/examples/all/date/
saranno sempre insostituibili. L’utente va a guardare il codice e lo modifica di conseguenza; tutto ciò però richiede molta pazienza e molta esperienza.
In definitiva: ha senso un capitolo dell’Arte (diciamo di una ventina di pagine) dal titolo “le basi di TikZ” (del tipo del minimaltikz.pdf che vi ho segnalato), quando si sa già che dopo averlo letto l’utente non sarà in grado di disegnare praticamente nulla di “significativo”? Penso di no (ma desidero sapere che ne pensate voi, non è la prima volta che mi fate cambiare idea).
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Stando così le cose, l’Arte andrebbe rivista così:
- si menziona il disegno programmato, e si dice che si può usare un ambiente tikzpicture oltre che \includegraphics;
- si dice che il disegno di un grafico vettoriale “qualsiasi” richiede molto tempo; si fa vedere un esempio (magari proprio i maialini), si dice che il codice è complicato; si dice che con molta pazienza e molta esperienza si può arrivare a disegnare anche cose del genere; si rimanda alla doc. di TikZ e ad altre risorse, cartacee e online;
- si spiega estesamente, in un capitolo dedicato, come disegnare una funzione: è un’esigenza frequente, e lì ce la si può fare con uno sforzo e un tempo ragionevoli.
Che ne dite?
Grazie,
L.