Il dizionario di Luigi Bianchi non contempla accenti; ogni utente di WinEdit, dunque, all’inizio si trova spaesato ma se via via clicca su Add to dictionary, il proprio dizionario italiano diventa sempre più ricco e dopo una settimana, avendo fatto il lavoro per bene, l’eventualità di dover aggiungere parole accentate diventa sempre più scarsa. L’imprtante è che fra i dizionari attivi ci siano anche i dizionari italian e user e che siano marcati come dizionari in cui si può aggiungere (scrivere), non solo leggere, le parole che vi sono contenute.
Il fatto che dopo una settimana i dizionario di Bianchi sia rimasto intonso, e ce il dizionario User contenga alcune centinaia di parole, a WinEdit non interessa perché li contempla entrambi. La cosa migliore è prendere un documento consistente, per esempio la tesi, scritto con gli accenti di tastiera; poi far eseguire lo spell check che invariabilmente troverà errate tutte le parole con accenti; ad ogi parola cliccare Add to dictionary. Questa sola operazione arricchisce il dizionario della maggior parte delle parole accentate che si usano abitualmente. Successivamente l’eventualità di dover aggiungere altre parole diventerà sempre più rara. È importante che il dizionario italian.dic sia marcato come dizionario in cui si può scrivere; il dizionario user.dic è meglio usarlo solo per i nomi propri, i loghi, e simili parole non facenti parte, propriamente, della lingua italiana.
La scelta dell’autore di WinEdt di usare solamente caratteri ascii e di usare un tipo di dizionario di tipo look-up, dove le parole sono intere e ordinate nel dizionario secondo due ordinamenti: primo secondo il numero di lettere che componga la parola, poi in ordine alfabetico, fa si che WinEdt sia facilitato nella ricerca della correttezza ortografica, ed in effetti è molto veloce; ma rende l’algoritmo di WinEdt incompatibile con i dizionari di tipo UNIX (dico di tipo UNIX perché inizialmente erano usati dal programma ispell che funzionava solo su macchine UNIX e Linux; ora ci sono molti altri spell checker che funzionano con lo stesso principio e per tutte le piattaforme) e che io sappia WinEdt è rimasto fedele al suo algoritmo.
I dizionari di tipo UNIX consentirebbero sia la ricerca delle parole con le lettere direttamente accentate, sia accentate con la sintassi TeX; si basano sulle radici delle parole e dei prefissi e dei suffissi modificatori e sono quindi più versatili.
Ma c’è un punto importante: Windows solo recentemente si è messo a lavorare con UNICODE, dove le lettere accentate italiane sono codificate con due byte; fino a poco tempo fa lavorava con codifiche varie e code page diverse per cui il metodo di ricerca delle parole accentate a parole intere era comunque fortemente legato al tipo di codifica di default. Non so come Aleksander avesse risolto il problema con i dizionari francese, spagnolo, portoghese,o con i dizionari delle lingue slave, ma è certo che il suo metodo di check spelling era fortemente legato alla codifica di default. Il metodo scelto non è male ed è veloce; ma certamente oggi mostra le sue crepe di vecchiaia.
Io non uso più Windows da almeno 6 anni, quindi nemmeno WinEdt, che per altro rimpiango un po’ per certe sue qualità; quindi non seguo più l’evoluzione di WinEdt da 6 anni. Prima di “cancellarmi” dalla discussion list di WinEdt avevo chiesto anch’io: (1) di passare ad uno spell checker di tipo “ispell”, e (2) di integrare in Winedt un visualizzatore interno con cui eseguire la ricerca diretta/inversa su file in formato PDF. Aleksander mi rispose che era impossibile, perché lui usava il compilatore Delphi e a quello era legato per ogni sviluppo. Questo avveniva 6 anni fa quando esisteva WinEdt 5; ora siamo a WinEdt 7, ma non mi pare che Aleksander abbia lasciato il compilatore Delphi.