lorenzo.pantieri” post=72576
In ogni caso, per fare un parallelo anche con il filone sulla Licencza LPPL, vorrei precisare che il problema di fondo con un po’ di buon senso avrebbe potuto avere esito diverso. La licenza, se rispettata, consente di cambiare un’inezia e pubblicare il lavoro a proprio nome, ma se l’OP avesse contattato in privato Lorenzo dicendo: “Avrei intenzione di creare uno stile per tesi di laurea basandomi su Arsclassica” sono sicuro che Lorenzo sarebbe stato ben felice di fornirgli consigli ed indicazioni.
Ripeto: è un plagio. Ho dato un’occhiata alle licenze con cui sono ditribuiti i pacchetti: mi pare che l’OP le abbia violate in diversi punti. Se l’OP mi avesse contattato gli avrei consigliato di pubblicare un suo stile, se ne ha uno. Il punto è che lo stile del documento è praticamente indistinguibile da ArsClassica (io di differenze non ne ho viste). Anche il codice è lo stesso, commenti compresi. In altre parole, è un doppione: non c’è nulla di originale, solo una copia. Non ha senso.
Il senso di avere licenze libere è, per me, quello di imparare dagli altri e di svilupparne il lavoro: non di copiarlo spacciandolo per farina del proprio sacco. Non trovi?
Se prendessi i file di Miede, modificassi il colore dei link da RoyalBlue ad AliceBlue, cambiassi il nome dello stile in PantieriThesis e ripubblicassi sotto mio nome, ringraziando l’autore, che cosa diresti? Avrebbe senso? Io dico di no.
Sarebbe interessante sentire la campana di Kronecker, a questo punto. Nemmeno io ho ravvisato problemi di compilazione con ArsClassica né con ClassicThesis, tranne le retroincompatibilità dichiarate da Miede a ogni rilascio. Continua a esserci quell’orribile devianza ortografica sul frontespizio.
Ciao
Tommaso