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Ottima spiegazione Claudio! Quindi per concludere, se uso tgtermes o mathptmx e devo inserire dei brevissimi e pochissimi passi in greco, mi posso anche far andare bene la stonatura dei font cbgreek, caricati in automatico da babel, con il times. Se invece devo scrivere parti sostanziose in greco monotonico, posso usare txfonts con txfontsb. Se invece devo scrivere molti passi in greco, anche politonico, usando il times come font principale, posso usare (vedi sotto) font “alla Computer Modern”, per esempio i CBgreek, oppure Artemisia, Bodoni, Didot. Tra questi quali si adattano meglio secondo te ai font che ho menzionato nella tabella (times, palatino, utopia, garamond)? Sono molto ignorante in materia, però io vedrei bene l’Artemisia con il palatino e garamond. Forse il Didot con il Times? L’utopia non so.
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Il discorso dei cbgrrek e dei times applicato ai mathptmx o i tgtermes non funziona; evidentemente l’ottima spiegazione non era sufficientmente buona 🙁
Per gli altri devo pensarci e fare delle prove.
Per completezza ho aggiunto il pacchetto pxgreeks come accoppiata con i pxfonts. Immagino abbia le stesse limitazioni dei txfontsb.
No, i pxgreeks servono per accompagnare i pxfonts, solo per consentire loro di usare meglio e più comodamente i caratteri greci matematici obliqui o diritti come serve per la tipografia francese.
Quindi prendiamo in considerazione solo Artemisia, Bodoni, Didot. Ignoriamo Baskerville, Complutum, Olga, Nehohellenic, Porson, Solomos.
Neohellenic va benissimo come font sans serif; Olga potrebbe andare bene come corsivo da accompagnare al Didot diritto e al Didot slanted. Con i corrispondenti font OTF, si può specificare il font Olga apposta per la forma italic; l’ho fatto e funziona bene. Nota che i cbgreek dispongono di due corsivi, uno è una mia imitazione di Olga, e l’altro è una mia imitazione del corsivo della casa editrice di Lipsia Teubner (da cui il mio pacchetto teubner). Questo font, che ho chiamato Lispiakos, è venuto molto bene e con i font description file associati a babel con i font CM o LM, dispone anche dei comandi per attivarlo in sostituzione dello pseudo-Olga; ai linguisti specialisti di greco classico piace moltissimo. Secondo me il mio Olga, imitato ad occhio da un testo stampato, ha un paio di caratteri che a confronto con il testo stampato andavano bene, ma confrontati con questo GFS Olga, mostrano delle differenze sostanziali, in particolare la mia “chi” è troppo larga.
Ho dato una occhiata più approfondita al lavoro che Tsolomitis ha fatto per adattare i font della GFS a LaTeX; la maggior parte di questi font permettono di scrivere sia in caratteri latini, sia in caratteri greci; in particolare Artemisia, Bodoni, Didot, Neohellenic permettono di usare entrambi gli alfabeti; Non ho esaminato tutto questi font, voglio dire il file pfb per il formato Type 1; ma vedo che non dovrebbero esserci problemi né con la codifica OT1, né con la T1, sebbene Tsolomitis metta le mani avanti in merito ai font latini codificati T1; quelli greci sono predisposti per lavorare con la codifca lgr, in accoppiata con i loro compagni latini della stessa collezione; i font greci hanno codifica LGR e Tsolitis dice che sono completi; mmmm, questa mi sembra una affermazione azzardata, ma si può sperare che sia vera o abbastanza vera. FontForge dice che sia i latini sia i greci sono piuttosto completi.
Tranne i Neohellenic che Tsolimitis accoppierebbe con i cmbright, gli altri li li accoppierebbe sempre con i txfonts;
Io invece trovo che gli Artemisa potrebbero andar bene insieme al Platino I Didot vanno bene sia con i CM/LM; i Bodoni direi che vanno bene anche loro con i CM.LM, ma probabilmente, scalando i font adeguatamente, i Didot sono quelli che potrebbero andare meglio con i font stretti come i Gyre Termes, anch se risultano un poco più chiari. Ma se non ci sono problemi con la matematica, per la quale Tsolomits ha già previsto di usare i font della collezione txfonts, I font greci che ho elencato sopra sono “bifronti” e in questo senso possono venire usati da soli Un testo competamante scritto in latino Artemisia e in greco Artemisia è piuttosto gradevole. Se bisogna usare la matematica Tsolomitis ha già previsto di usare i glifi della collezione TX, quindi le cose marciano bene così, senza bisogno di forzare l’accoppiamnto dei font GFS con i tradizionali font latini come Times, Platino, Utopia, & Company.
Questo uso esclusivo dei font GFS si può fare anche con i font OTF; per la matematica però, bisogna caricare i XITS Math o gli Asana Math; sapendo però che la forza di xelatex e lualatex sono in font OTF, si possono pensare anche accoppiate diverse, vista la facilità con la quale si può associare un font ad una determinata lingua; con l’input codificato utf8 o unicode, non ci sono problemi di sorta né con le famiglie né con le collezioni di font.
Se si volessero usare questi quattro font insieme ai font latini specifici, bisogna caricarene i pacchetti in anticipo