Sì, infatti gli informatici hanno acquisito nel tempo cative abitudini. Aneddoto: quando ho scritto su TUGboat il mio articolo sulla matematica secondo le norme ISO e spiegavo che le variabili devono essere rappresentate da una sola lettera, con quanti pedici e attributi si vogliono, ma semre e soltanto una sola lettera, la maggior parte delle persone che mi hanno fornito un feed back hanno espresso la loro soddisfazione nel vedere finalmente nero su bianco delle regole chiare e precise. Gli unici che mi hanno coperto di m… sono stati gli informatici che hanno confuso le variabili matematiche con le “variabili” dei linguaggi di programmazione. Queste ultime sono chiamate variabili in modo improprio; tanto che le variabili che una espressione [tt] A= A + B[/tt] che in matematica ha senso solo se la variabile B è nulla, in informatica le variabili A e B sono solo dei simboli che rappresentano indirizzi di memoria i quali a loro volta possono contenere varie cose; ma sicuramante non sono delle variabili in senso matematico.
Tornando al tuo problema, Antonio, non conosco nessuna norma che permetta di trattare simboli come queli che indichi alla stessa stregua di variabili matematiche o fisiche; però secondo il mio modestissimo parere, la cosa si risolve abbastanza facilmente se le componi con \texttt oppure \mathtt, come preferisci (\mathtt rispetta i corpi anche nei pedici, \texttt li rispetta solo se usi il pacchetto amsmath, altrimenti mantiene inalterato il copro dello stile matematico \textstyle). Dopo puoi inframmezzare questi simboli con tutti i simboli matematici che vuoi, probabilmente quelli degli insiemi, ma comunque quelli che vuoi.