1.
`main_memory = 3000000 % words of inimemory available; also applies to inimf&mp
extra_mem_top = 0 % extra high memory for chars, tokens, etc.
extra_mem_bot = 0 % extra low memory for boxes, glue, breakpoints, etc.
`
Non capisco bene che cosa siano quella “high memory” e “low memory”, se i due valori siano indipendenti, di quanto sia possibile/consigliabile aumentarle. Due valori possibili sono 2 milioni e 4 milioni; ma andrebbe bene metterle entrambe (poniamo) uguali a 10 milioni? A 100 milioni? La prima a zero e la seconda a 100 milioni? La prima a 100 milioni e la seconda a zero? Insomma, avrei bisogno di informazioni così. E se volessi modificare anche la “main_memory”? Potrebbe essere necessario? Ovviamente, tutto questo è terrificante, mi ricorda gli albori dell’informatica, quando si doveva specificare a mano l’occupazione della memoria per ogni applicazione; oggi queste cose le fa automaticamente l’OS; analogamente, dovrebbe pensarci LaTeX, a prendere la memoria che gli serve! Mi hanno detto che Lua lo fa, ma LaTeX no. 🙁
2.
Evitare in ogni modo di aumentare la memoria. Più facile a dirsi che a farsi. Il nostro articolino è di 20 pagine, con qualche decina di grafici ad alta risoluzione. Non abbiamo esagerato: le curve hanno al massimo “samples=100” (in un caso limite abbiamo un “samples=200”), le superfici sono fatte con “samples=30”. Ripeto, non abbiamo esagerato. Eppure, ci siamo ben presto imbattuti in problemi di sforamento della memoria che hanno richiesto la modifica del file di configurazione. In caso contrario, avremmo dovuto rinunciare a qualche figura. E noi possiamo farlo, visto che gli esempi li scegliamo noi! Un laureando che facesse la tesi sulle quadriche non potrebbe certo farlo!
3.
Far fare i conti a software esterni e usare pgfplots solo per fare i grafici. Questo è un punto su cui dobbiamo essere chiari, Tommaso. Far fare i grafici direttamente a LaTeX è comodissimo, ma va detto che appoggiarsi a software esterni come Mathematica può essere necessario. Nell’articolo abbiamo fatto l’esempio della Gamma di Eulero e della Zeta di Riemann, ma forse potremmo dire che se le figure sono molte conviene usare un software esterno, produrre un file testuale per ogni grafico e dare il tutto in pasto a pgfplots, sgravando il pacchetto dal compito di fare calcoli. Insomma, la tecnica può essere utile non solo se le funzioni sono “esotiche”.
4.
Supponiamo che voglia fare il disegno di una funzione di due variabili, diciamo un paraboloide a sella, facendo fare i conti a Mathematica e il disegno a pgfplots? La procedura è analoga a quella per le curve nel piano?
Grazie,
L