Re: L’arte di fare grafici di funzione con LaTeX

#73845
OldClaudio
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    La posizione dei label con axis andrebbe spiegata meglio; perché con axis lines=midle le etichette vadano “dentro” il quadrante disegnato molto vicino alle punte delle frecce, e non esternamente , è fatto notare, ma non è spiegato “subito” come regolarne la distanza; nella stessa maniera se le etichetta vanno esternamente perché l’etichetta dell’asse y risulta più lontana dai ticklabel di quanto non succeda con la distanza dell’etichetta dell’asse delle ascisse, e nperché non è fatto notare e perché non è detto “subito” come regolare questa distanza.

    Come fa pgfplots a sapere che deve tracciare la curva della figura alla fine della pagina 9 fra -5 e +5? ci sono dei default? questo andrebbe spiegato meglio; la stessa figura insegna anche che con la scala scelta è molto pericoloso mettere le linee tratteggiate per mostrare che massimi e minimi sono tutti rispettivamente pari a +1 e a -1; molto pricolos, perché grazie alla scala inappropriata per il tipo di funzione tracciata, i massimi e i minimi non appaiono uguali.

    La tabella 5 con i vari tipi di tratti non è venuta corretta, credo, perché anche ingrandendo il disegno moltissimo le linee appaiono tutte continue (visualizzatore Preview/Anteprima versione 5.5.2).

    L’elica cilindrica è sinistrosa; con le equazioni parametriche date non dovrebbe essere destrosa? che cosa mi sfugge o che cosa non è spiegato? se il domain è 0:5.5*pi, perché bisogna specificare samples y=0 per far cominciare il disegno dal punto x=1, y=0, z=0?

    Perché la chiave scatter, molto utile, immagino, per i diagrammi di dispersione, viene usate per una superficie tridimensionale? Che cosa sono secondo voi i grafici “a dispersione” (locuzione che incontro per la prima volta in più di 50 anni)?

    Pagina 14: esempii 😉

    §4 perché nel testo c’è Zeta di Riemann e nel title $\zeta$ di Riemann?

    Tra l’altro credo di avere capito una debolezza/forza di pgfplots in merito alla necessità di avere molta memoria disponibile per le “scatole”; pgfplots prima calcola tutti i punti per determinare le scale grafiche dei suoi disegni; questo implica memorizzare un sacco di roba, prima di sputare fuori i risultati. La chiave domain e le dimensioni della tikzpicture servono per calcolare dove e quanti tick mettere, a servono solo parzialmente per determinare la scala grafica, anche perché potrebbero esserci degli enlargement che modificano la situazione. Se poi non si specifica domain anche per le ordinate, davvero pgfplots deve calcolare tutti i punti sul dominio x predefinito o specificato per sapere che scala usare per l’asse y. Per pgfplots questa è una debolezza perché richiede un grande uso di memoria; è una forza perché esime l’autore dal pensare lui stesso alle scale.

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