Re: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX

#72789
lorenzo.pantieri
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    ansys” post=73068

    Il problema si pone perché un laureando potrebbe aver bisogno di disegni di quel tipo. In quel caso, non esiterei a consigliargli un software esterno: il codice TiKZ è troppo complicato.

    Attenzione: se il laureando, o chiunque esso sia, è un neofita, allora ti do ragione. Se il laureando è già esperto, il problema non dovrebbe porsi. L’esperto, come ha accettato di buon grado il concetto di WYSIWYM (ma sopratutto lo ha assimilato) non dovrebbe avere difficoltà ad estenderlo al disegno, anzi, può solo trarne giovamento (il mio personale problema è il tempo).

    Poi, che si usi l’approccio WYSIWYM oppure WYSIWYG, in questi anni sto imparando che prima di mettermi davanti al PC a disegnare, programmare, scrivere o altro, qualche “conticino a mano” va sempre fatto, e credo che questo valga anche per il disegno, “marcato” o meno.

    Il lettore ideale dell’Arte è un utente alle prime armi con LaTeX. Codice come quello dell’India o dei maialini è del tutto fuori dalla sua portata, dunque, ma anche (io credo) fuori dalla portata di molti esperti. Più importante, se devo fare un disegno come quello dei maialini non vedo grandi vantaggi nell’approccio WYSIWYM, anzi: direi che LaTeX è più un impiccio che un vantaggio. Certo, c’è il vantaggio della massima coerenza tipografica col documento. Ma non credo, francamente, che il gioco valga la candela.

    Nella prosssima edizione dell’Arte parleremo di pgfplots, ma solo di sfuggita di TikZ. Diremo che è uno strumento potentissimo, ma riservato a utenti “pro”.

    Ciao,
    L.

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