Certo, ho già controllato le scelte di alcuni libri, ma come dicevo spesso confondono il codice (in [tt]tt[/tt]) con la matematica. Davvero, non c’è criterio. Anche in diversi articoli (paper) vengono scritte cose abominevoli, mischiando caratteri senza grazie con quelli a spaziatura fissa e quelli corsivi, lasciando direttamente in ambiente matematico quello che dovrebbe essere l’argomento di [tt]\textit[/tt], talvolta addirittura i pedici vengono inseriti “in linea” con il testo (cioè: non a pedice).
Un’altra cosa che non riesco a capire: se [tt]A[/tt] e [tt]B[/tt] sono due entità, perché una chiave tra [tt]A[/tt] e [tt]B[/tt] viene indicata con [tt]K_{ab}[/tt] invece che con [tt]K_{AB}[/tt]? Sono io paranoico? 😀
Andrea, hai ragione a dire che la maggior parte della gente non nota nemmeno la diversa crenatura, però l’idea di usare caratteri san serif non mi convince del tutto. Come spiega Claudio nell’articolo, può accadere di fare confusione tra alcune lettere, come la L minuscola e la i maiuscola (anche se dipende dall’uso e dal contesto). Inoltre, per una questione di gusto personale, preferirei non mischiare troppi stili.
Comunque rimane aperto uno spiraglio. Cito dall’articolo:
Sans-serif upright characters may be used in
technical and/or physical texts in order to mark
objects that cannot be confused with mathematical
symbols, for example for the names of points in the
description of geometrical figures, technical objects,
experimental setups, and the like.
Non mi è chiaro questo passo, in particolare che si intende per technical objects e experimental setups.
@OldClaudio, potresti gentilmente chiarirmi il significato di quelle espressioni?
Per ora, direi che la soluzione è utilizzare [tt]\textit[/tt]: mi consola che la stessa cosa si faccia anche in altre discipline, dove esistono riferimenti normativi precisi.