Re: L’arte di fare grafici di funzione con LaTeX

#73869
Liverpool
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    D: E’ riduttivo dire che serve per disegnare “grafici di funzioni”.
    R: Perché disegna funzioni, curve e superfici parametriche, grafici di dispersione, istogrammi, diagrammi ternari, carte di Smith. La definizione più completa è all’inizio del capoverso successivo: “un programma per la rappresentazione grafica di dati”.

    D: @Elrond ha detto poco fa nell’altro filone che GNUPLOT può usare il font del documento (io non lo conosco), quindi il punto 1 dell’introduzione andrebbe a cadere.
    R: Il primo punto è giusto. Invece non è giusto includere GNUPLOT tra quei programmi che non possono realizzare grafici coerenti con il documento. Metterei al suo posto MATLAB o Octave.

    D: A pag.6, nella spiegazione dei valori bottom, top, ecc… avete semplificato il comportamento di axis middle, rispetto a quanto avevamo detto nell’altro filone.
    R: Un abbozzo l’avevo dato già nell’intervento #72291 nell’altro filone. Evidentemente non vi piace. Riutilizzando quello che avete scritto nell’articolo si potrebbe dire: “axis x line regola la posizione delle ascisse: accetta i valori bottom, middle e top, che ne impongono il passaggio per y = ymin, y = 0 e y = ymax, rispettivamente. Quando però il grafico è tutto al di sotto o al di sopra dell’asse delle ascisse, il valore middle corrisponde a top o bottom rispettivamente.” e un’analoga frase per axis y line.

    D: A pag. 6 tra le supeistruzioni non citate table, che secondo me è fondamentale (vedi file con più di due colonne di dati).
    R: table ha più opzioni di file. Per esempio, se un file di dati contiene più colonne di valori, puoi indicare esplicitamente quale coppia di colonne assegnare alle due variabili. Supponiamo che con Mathematica abbia realizzato un file con 3 colonne: nella prima la variabile indipendente, nella seconda sin(x) e nella terza cos(x), puoi dire di prendere la prima e seconda colonna per il primo grafico e la prima e terza per il secondo (con due diversi \addplot). Se analizzi dati sperimentali può capitare che nello stesso file ci siano più grandezze… Poi ha molte altre opzioni che puoi trovare sul manuale.

    D: A pag. 16 alla fine del par. 2.3 che significa “vista dall’asse y>0”? Con view={0}{0} il punto di vista è (0,-infinito,0).
    R: Vista nella direzione dell’asse y? (Per me vuol dire mettersi in (0,-inf,0) e guardare verso (0,inf,0).

    D: A pag. 16 “variable y imposta il parametro delle ordinate”. Non mi è chiaro il concetto di “parametro delle ordinate” (cioè mi è chiaro ma mi fa storcere un po’ il naso).
    R: u e v sono parametri coordinati. Direi il secondo parametro coordinato.

    D: Inoltre z buffer pertiene alla proiezione dei punti, non al campionamento.
    R: la chiave z buffer stabilisce quale criterio seguire per proiettare i punti dello spazio tridimensionale sul quadro di proiezione. In particolare, con il valore sort vengono tracciati per primi i segmenti più distanti dal punto di osservazione, che quindi vengono eventualmente nascosti da quelli più vicini [vedi l’esempio dell’elicoide: prova a cambiare punto di vista e segui l’andamento dei colori]. [Nota che sul manuale dice che l’ordinamento è lento e richiede molta memoria.]

    D:Ricevuto. Anche se l’esempio che fai è forse un pochino “pro” per il nostro articolo.
    R: Perché ho usato il ciclo, ma lo stesso problema si pone se vuoi scrivere tre \addplot e non vuoi specificare a mano i colori:
    `
    \begin{tikzpicture}
    \begin{axis} [no marks]
    \addplot+ [solid] {x};
    \addplot+ [dashed] {2*x};
    \addplot+ [dotted] {3*x};
    \end{axis}
    \end{tikzpicture}`

    D: nell’articolo diciamo che se si scelgono xmin e xmax occorre anche dire chi sono ymin e ymax: ho appena provato, mi sembra falso! Qualcuno può darci qualche delucidazione in merito?
    R: Questa osservazione l’avevo già sollevata nella domanda 7. A me risulta che ci sia la massima flessibilità (si può dichiarare anche solo xmin).

    D: Nell’origine la funzione non è definita, quindi nessuno (non solo pgfplots!) sa calcolarla.
    R: Quello che intendevo dire è che pgfplots non si accorge che non è definita e tenta di calcolarla. In questa discussione era emerso che pgfplots riconosce il dominio della funzione potenza con esponente reale (anche se non ho capito perché).

    Tu e Tommaso lo chiamate “imbuto”, ma il nome mi sembra poco felice: c’è solo un punticino da cui il liquido potrebbe uscire
    L’ho chiamata così solo per intenderci rapidamente 8)

    Ciao

    P.S.:Tanto di cappello a Tommaso che è riuscito a scrivere l’articolo senza sapere niente di matematica (oppure io so della cultura Khmer e non me ne sono mai accorto).

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