Re: L’arte di fare grafici di funzione con LaTeX

#73945
Liverpool
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    lorenzo.pantieri” post=73582Sì, bisogna essere precisi, e dire che se si vuole usare la superistruzione “file” bisogna dare in pasto a pgfplots un file formato da coppie o terne di valori, e bisogna dire bene (occhio che non sono sicuro) che alla fine di ogni coppia o terna ci va un “a capo”. Insomma, bisogna spiegare bene il formato che pgfplots richiede per il file.

    Nel file allegato in precedenza ho scritto “Una sequenza di coppie di valori separati da almeno uno spazio, disposte su più righe“. Credo che sia abbastanza chiaro, a patto che si capisca che ogni riga deve contenere una diversa coppia ordinata (e non ne sono sicuro). E’ chiaro che tra una riga e l’altra bisogna andare a capo, ma della corretta procedura si occupa più o meno automaticamente il software che genera i valori. In Mathematica è tutto automatico, in MATLAB bisogna specificare il new line [tt]\n[/tt] (vedi codice riportato in precedenza). Insomma: non ci interessa come, ma bisogna andare a capo.

    La mia osservazione è stata colta dall’intervento di @maumau e riguarda la forma del file di dati esclusivamente nel caso del grafico di superficie.
    In maniera colloquiale possiamo osservare che:
    1) ogni riga deve contenere una terna di valori separati da uno spazio almeno
    2) ad ogni valore di x devono essere associati tutti i possibili valori di y prima di poter passare al valore successivo
    3) ogni cambio del valore di x deve essere preceduto da una riga vuota
    4) la variabilità dei valori di x ed y deve essere strettamente monotona (non importa se crescente o decrescente) e deve essere sempre la stessa (non come trama e ordito)

    Cioè, se m ed n sono i campioni nelle due direzioni deve essere sempre
    `x_1y_2>…>y_n oppure
    x_1>x_2>…>x_m e y_1x_2>…>x_m e y_1>y_2>…>y_n`
    E si scriverà:
    `x_1 y_1 z_1
    x_1 y_2 z_2
    …………………..
    x_1 y_n z_n

    x_2 y_1 z_{n+1}
    x_2 y_2 z_{n+2}
    …………………..
    x_2 y_2 z_{2n}

    …………………..
    …………………..
    …………………..

    x_m y_1 z_{(m-1)n +1}
    x_m y_2 z_{(m-1)n +2}
    …………………..
    x_m y_n z_{mn}`
    Si può anche decidere di far variare prima la y e poi la x scambiando il posto delle due variabili nei punti 2) e 3) e nello schema.
    Tutto questo mi sembra complicato da scrivere in due parole, però si potrebbe richiamare l’attenzione del lettore sulla sintassi particolare con un rimando al manuale (che non lo spiega così approfonditamente).

    Per la questione del dominio, ci penserò.

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