Evitare la numerazione automatica dei teoremi, corollari, lemmi, definizioni, figure, tabelle, capitoloi, paragrafi, sottoparagrafi, eccetera è un suicidio.
LaTeX serve per evitare di suicidarsi.
Se il prof vuole la numerazione T CXXVIII per i teoremi, per esempio, lo si può fare definendo gli opportuni comandi; a quel punto si possono usare \label e \ref usando i riferimenti simbolici sempre corretti dopo la seconda compilazione. Mentre se numeri a mano che cosa succede? Supponi di aggiungere un teorema nel primo capitolo quando il testo è sostanzialmente finito e contiene una decina di capitoli con 157 teoremi in totale; siccome quel tipo di numerazione non ricomincia da 1 ad ogni capitolo, questo significa che l’aggiunta di un teorema nel primo capitolo ti richiedere di modificare a mano la numerazioni dei teoremi successivi non solo nello stesso capitolo ma dovunque e di correggere a mano tutti i riferimenti; capisci bene che questo lavoro un calcolatore qualsiasi lo fa in pochi secondi, mentre a mano ci vogliono ore o giorni e la probabilità di commettere errori è elevatissima.
Ripensaci e cerca di convincere il prof che quel tipo di numerazione manuale può anche essere elegante (io ne dubito; in ogni caso non è pratico, perché oggi la maggior parte delle persone fa fatica a leggere i numeri romani, specialmente se, come CXXVIII, contengono molti simboli) ma promette un gran numero di errori che la macchina con il suo processore riesce a fare con molta precisione e senza errori. Io sconsiglio la numerazione romana, ma se il prof la vuole si può fare comprensiva del prefisso.