Re: L’arte di fare grafici di funzione con LaTeX

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illinguista1972″ post=73780

Un piccolo appunto, non mi risulta che pgfplots accetti una serie disordinata di coordinate (come detto a pagina 20); da quello che so io l’ordine di inserimento è importante, ad esempio nel caso in cui si voglia disegnare una curva pgfplots “collegherà” le terne di punti nell’ordine in cui sono state date.
Concordo inoltre con Claudio sulla necessità di inserire delle etichette agli assi.

Colpa mia! 😳 Ho tradotto frettolosamente questo

A long list of coordinates (x,y,z) is expected, separated by white spaces. The input list can be either an unordered series of coordinates. It can also have matrix structure, in which case an empty input line (which is equivalent to \\par”) marks the end of one matrix row.

che Lorenzo mi ha mandato dalla documentazione di [tt]pgfplots[/tt]. Proposte?

Ciao
Tommaso

E’ che hai saltato un pezzo

The input list can be either an unordered series of coordinates, for example for scatter or line plots

😉
Nel caso in cui ci sia un grafico in cui i punti non debbano essere “ordinati”, come ad esempio l’ultimo grafico a pagina 91 del manuale, allora i punti si possono dare come si vuole, nel caso in cui i punti debbano essere collegati tramite linee o superfici allora l’ordinamento diviene necessario.
Quindi nel caso in questione, userei:

  1. una serie di coordinate (x, y, z) separate con spazi bianchi;
  2. una serie di coordinate strutturate come una matrice, caso in cui una
    riga bianca nel codice sorgente marca la fine di una riga della matrice;
  3. una serie disordinata di coordinate.

I primi due casi sono necessari nel caso in cui i punti debbano essere collegati da linee o superfici, l’ultimo caso può essere utilizzato nel caso di grafici “scattered” (che non so assolutamente come rendere decentemente in italiano).

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