Passiamo alle osservazioni mie. Intanto grazie per la guida, gran bella idea 😀
A pagina 5 provi brevemente a spiegare come funzionano le opzioni dei comandi: è un compito decisamente non facile visto che non c’è un regolamento rigido (diciamo pure che non c’è proprio, esistono solo delle convenzioni più o meno diffuse) e mi sa che incappi in delle imprecisioni
Se per esempio si vuol conoscere la versione di un programma quasi
sempre è sufficiente eseguirlo con l’opzione -version, e pdftex, il principale programma di
composizione del sistema TEX, non fa eccezione
Sinceramente conosco solo [tt]pdftex[/tt] che segue questa sintassi. I programmi del progetto GNU usano [tt]–version[/tt] ([tt]-v[/tt] per la forma breve) e comunque è generalmente accettato (ma non obbligatorio) usare un solo trattino per le forme brevi delle opzioni, due trattini per le forme estese, anche perché molte funzioni di parsing delle opzioni si aspettano questo comportamento. A questo proposito c’è scritto qualcosa nel paragrafo Standards for Command Line Interfaces del GNU Coding Standards. Lo stesso discorso fatto per [tt]-version[/tt] vale per [tt]-help[/tt], la forma più diffusa è [tt]–help[/tt] ([tt]-h[/tt] per la forma breve).
Problema Windows (sempre problemi dà…): mi pare che le opzioni si indichino con lo slash, ma non ci giurerei e non ho nessuna intenzione di avviare Windows per verificarlo.
Pagina 7:
il carattere tilde r ̃appresenta
Forse non si capisce molto bene qui, c’è la tilde sopra la r, forse ti sei dimenticato di mettere le parentesi [tt]{}[/tt] dopo il comando [tt]\tilde[/tt], ma penso che potresti anche usare [tt]\verb[/tt] o [tt]\texttt[/tt] in quel punto.
Sarebbe interessante spiegare la differenza fra percorso relativo e assoluto, non so per quale motivo tanta gente ha difficoltà a comprendere questo argomento. Per esempio, per quanto riguarda l’esecuzione dei programmi, sui sistemi Unix bisogna specificare il percorso (non necessariamente “completo” come dici tu, interpretandolo come percorso assoluto), relativo o assoluto, vanno ugualmente bene, e questo spiega perché per eseguire programmi presenti nella cartella corrente che non sia una directory di PATH è necessario anteporre [tt]./[/tt] che non è un insieme di simboli magici ma il percorso relativo della cartella corrente.
A pagina 9 spieghi come esportare il valore di una variabile: quella sintassi è vera per la bash e non so quali altre shell, ma sicuramente non tutte lavorano così, per esempio la csh/tcsh richiedono il comando [tt]setenv[/tt]. Forse sarebbe il caso di specificare all’inizio che la guida è orientata alla bash, che comunque è la shell predefinita sulla stragrande maggioranza delle distro GNU/Linux e mi pare anche su Mac Os X.
Pagina 11: non avevo mai sentito parlare del comando [tt]rename[/tt] per rinominare i file su GNU/Linux 😮 Perché non suggerisci [tt]mv[/tt] sui sistemi Unix, visto che ne parli anche dopo? 😉 Solo Windows può avere due comandi diversi per rinominare e spostare un file (non lo sapevo), sono esattamente la stessa operazione logica…
Per il momento penso che basti 😀
Edit: non è vero, mi son dimenticato di segnalare che i link a bitbucket sono errati, manca l’http 😉