illinguista1972″ post=74230Argomento immagino già trattato, ma dopo essermi trovato nella buca delle lettere il numero 13 di ArsTeXnica mi sono andato a rileggere per bene la puntata precedente sulla scrittura in greco (Ars n. 12).
Dunque, da quello che ho capito:
1. Usando pdflatex, si può scrivere in greco sia traslitterando i caratteri, sia immettendoli direttamente in greco (il paletto, ovviamente, è usare un editor Unicode). Il seguente codice funziona:
`…`
2. Usando xelatex, si può scrivere in greco sia traslitterando i caratteri (cosa che richiede il pacchetto lgreek), sia, naturalmente, immettendoli direttamente in greco (con il vantaggio di poter scegliere tutti i font greci installati nel proprio computer).
Ora ho qualche domanda.
1. Dovendo scrivere un documento italiano/greco antico con pdflatex, anziché scrivere
`\usepackage[greek,italian]{babel}
\languageattribute{greek}{polutoniko}`io scriverei direttamente
`\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}`
risparmiando una riga di codice. Giusto?
2. Analogamente («anagolo, anagolo… anagolo de che?» 🙂 Da quale film è tratta la citazione?) per il greco moderno, si scrive:
`\usepackage[greek,italian]{babel}`
E mi pare giusto.
3. Dichiarando nel preambolo
`\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}`
quando poi definisco un comando [tt]\greco[/tt] in questo modo
`\newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}`
quel [tt]greek[/tt] è automaticamente [tt]polutonikogreek[/tt], giusto?
4. Se davvero il pacchetto ucs non è necessario, allora cade anche l’incompatibilità con biblatex, giusto? E allora: quando ucs è davvero necessario?
5. Dichiarare [tt]polutonikogreek[/tt] come lingua di babel assicura la corretta traduzione delle parole fisse e la corretta interpretazione della tilde come se lo si dichiarasse in una riga a sé come [tt]\languageattribute[/tt]?
Grazie e perdonate le tante domande in un solo filone, ma siccome riguardano tutte uno stesso argomento, spero di aver violato la netiquette solo in parte.
Ciao
Tommaso
Il seguente codice funziona:
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[LGRx,T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\makeatletter
\input{/usr/local/texlive/2011/texmf-dist/doc/latex/lgrx/lgrenc.dfu}
\makeatother
\newcommand{\greco}{\foreignlanguage{greek}}
\begin{document}
\foreignlanguage{greek}{>En >arq{\~h|}}
\foreignlanguage{greek}{Ἐν ἀρχῇ}
\begin{otherlanguage*}{greek}
>En >arq{\~h|}
\end{otherlanguage*}
\begin{otherlanguage*}{greek}
Ἐν ἀρχῇ
\end{otherlanguage*}
\greco{>En >arq{\~h|}}
\greco{Ἐν ἀρχῇ}
\end{document}`
Per motivi misteriosi il file [tt]lgrenc.dfu[/tt] non è al posto dove dovrebbe essere. Errore nello spacchettamento, evidentemente. Il pacchetto lgrx è piuttosto recente.
Veniamo alle domande:
1. Anch’io scriverei la forma abbreviata
2. Non c’è domanda, ma la risposta è sì. 🙂
3. Sì.
4. Con lgrx mai.
5. Sì.
Ciao
Enrico