di solito cerco di risolvere i problemi apportando modifiche al solo preambolo senza dover intervenire sul documento già scritto.
Questo è giusto, ma mi sa che in questo caso non puoi farci niente. Ti riporto un esempio che talvolta compare anche nelle guide base di LaTeX (per esempio, su Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeX2e, a pag. 26 (42)): se tu devi scrivere un documento, e in questo documento ti dicono espressamente che nella stringa “Ing. Bianchi” le parole “Ing.” e “Bianchi” non devono essere separate in nessun punto del documento, tu sei comunque costretto (se vuoi rispettare la consegna) a piazzare una tilde tra “Ing.” e “Bianchi” all’interno del tuo documento per ogni occorrenza di questa stringa, semplicemente perché non sai in che punto della riga essa andrà a finire. Anzi, se vedi proprio che tale stringa oggi casca a metà riga, non puoi comunque desumere alcun posizionamento assoluto della stessa, dal momento che tra un mese potrebbe insorgere la necessità di modificare quel testo, e la stringa che prima cadeva a metà ora viene spezzata…
Nel dubbio, non hai altra scelta che inserire la tilde in tutte queste occorrenze, anche per quelle che, potenzialmente, potrebbero non averne mai bisogno.
Almeno secondo me, quindi, il fatto di dover modificare tutte le occorrenze di “TASC-INFM” (in “\TASCINFM”) non è più grave di doverlo fare per tutte quelle di “ing. Bianchi” (in “ing.~Bianchi”); il vero problema è se la soluzione della scatola è pulita o no… 🙂
Comunque, ho trovato un’altra fonte che, più o meno, corrobora la mia tesi.
Comunque le tue proposte funzionano, grazie dell’interessamento.
Grazie a te! A presto! 🙂