Re: Concatenare file .tex multipli come unico file finale

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lorenzo.pantieri” post=74596

Il punto della mia osservazione in ogni caso, non era tanto sul numero di file impiegati, ma sull’estensione. Dal mio punto di vista l’utente finale non ha la necessità di sapere cosa sia un [tt].sty[/tt]: per caricare le impostazioni può usare, come nel mio intervento precedente, uno o più [tt].tex[/tt].

Tommaso e io abbiamo discusso se sia meglio una struttura del tipo:
`\documentclass{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{impostazioni}
\begin{document}
\input{…}
\input{…}
\input{…}
\end{document}`
dove impostazioni.sty è un pacchettino (messo nella cartella di lavoro) che contiene impostazioni e comandi personali, oppure del tipo
`\documentclass{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\usepackage{…}
\input{impostazioni}
\begin{document}
\input{…}
\input{…}
\input{…}
\end{document}`
dove impostazioni.tex è un file (messo nella cartella di lavoro) che contiene impostazioni e comandi personali.

L’unico vantaggio di avere il .sty al posto del .tex è che nel .sty non è necessario scrivere (eventuali) \makeatletter e \makeatother, ma ora che ci penso il gioco non vale la candela. Difficilmente l’utente avrà bisogno di quei comandi (che peraltro nell’Arte non spieghiamo). Se ne avesse bisogno, peraltro, scriverli non è questa gran fatica.

Tommaso, sono per modificare l’Arte consigliando la seconda soluzione. Così vengono ribaditi due principi:
a) l’utente “normale” non scrive i pacchetti, ma li usa;
b) i .sty non si modificano mai.

La prossima revisione dell’Arte conterrà questa modifica.

Grazie,
L.

E siamo alla modifica numero 62, Presidente 🙂

Ciao
Tommaso

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