Re: Caratteri speciali in BibTeX

#76284
OldClaudio
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    Siccome il refuso da per è scappato a me, mi sono affrettato a correggerlo; anzi ti ringrazio di avermelo fatto notare.

    Siccome inoltre sono io che ho tirato in ballo il latino, e so perfettamente che non tutti gli studenti universitari hanno studiato il latino, e molti che l’hanno studiato si sono affrettati a dimenticarlo, vorrei spiegare perché l’ho tirato in ballo.

    Se non si sa nulla di latino bisogna imparare a memoria il paradigma del verbo redigere per sapere che il suo participio passato è redatto; anch’io vado a vederne sul vocabolario quale sia il passato remoto perché ne sono incerto, visto che lo uso raramente; per la cronaca è: redassi, redigesti, redasse, redigemmo, redigeste, redassero. Questo è il problema dei verbi irregolari e di quelli difettivi. Magari se uno sa il latino, si ricorda del paradigma di “redigo” e non ha dubbi sul participio passato. Ecco perché conoscere il latino non è stato tempo sprecato quando lo si è studiato alle medie (ora non lo si fa più) e alle superiori (ora molte scuole superiori che permettono l’accesso all’università, non lo offrono più). Conoscere i latino, per altro, qualche volta può tirare in inganno: qual è il participio passato di esigere? dal latino dovrebbe essere esatto, ma se si guarda sul vocabolario si scopre che il verbo è difettivo e manca del participio passato. Vedi dunque che il latino è un’arma a doppio taglio. per la mia esperienza è molto più utile che dannoso, ma bisogna sempre stare attenti a non prendere degli svarioni.

    Del resto l’affinità con trarre e i suoi derivati, citato da De Mauro, conoscendo il latino non potrebbe neanche venire in mente; in latino trarre aveva l’infinito trahere, mentre redigere aveva lo stesso infinito. Dalla quinta elementare ricordo che gli unici verbi con l’infinito in -rre, sono trarre e porre con i loro derivati.

    Non mi sono inventato niente; ho soltanto esposto quanto ricordo dalla mia terza media e dalle mie scuole elementari.

    Ora direi che la questione sia da considerarsi chiusa.

    E come io ti ho ringraziato per avermi fatto notare il mio refuso, forse tu faresti bene a ringraziare chi ti ha fatto notare il tuo errore (non parlo di me, perché mi hai ringraziato). Se stai scrivendo la tesi, chi ti ha fatto notare l’errore, ti ha fatto un grande favore (sempre che il tuo relatore la legga e che nessun commissario dell’esame di laurea abbia l’occhietto cattivo che gli cade proprio su un eventuale redarre rimasto nel testo). Non oso pensare quale potrebbe essere l’esito dell’esame di laurea. 😯

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