illinguista1972″ post=75614Insomma, questa cosa dal nome che ricorda un po’ i Fichi d’India (arararara! ricordate? 🙂 ) evita di premere i vari pulsanti nelle sequenze di compilazione che richiedono passaggi obbligati come gli indici analitici o la bibliografia o il frontespizio (con il pacchetto di Enrico).
In fondo lo fa già il tanto deprecato TeXnicle, che ha un pannellino a scomparsa nel quale puoi scegliere il motore, se lanciare o meno bibtex e quante compilazioni vuoi fare. Naturalmente se lanci bibtex poi ti ricompila due volte con pdflatex, come va fatto.
Il mio modestissimo parere è che sia l’editor a dover fare queste cose, con un solo pulsante (questa mia visione semplicistica è per una volta in linea con le idee di Lorenzo). Quando il tormentone degli editor troverà pace, quelli identificati come davvero validi dovrebbero avere i pulsanti per le righe magiche, i tab e questa cosa delle compilazioni multiple. Trovo un po’ farraginoso scrivere ulteriori righe per automatizzare una sequenza di compilazione.
Ma, come al solito, faccio osservazioni e non propongo nulla 🙂
Dov’è la differenza fra aprire un pannello e scegliere alcune opzioni rispetto ad aggiungere due o tre righe in testa al documento? Che, fra l’altro, ti ricordano anche a distanza di mesi quali passi devi eseguire per arrivare al documento finale, anche se cambi editor o trasporti il file su un altro sistema.
Se latexmk desse la possibilità di specificare nel documento principale ciò che ora va nel file latexmkrc forse ci sarebbero ancora meno problemi. Ma così non è e ci si deve ricordare di tenere questo file con gli altri.
Ecco un’altra idea: una direttiva finale che sposti tutti i file prodotti, eccetto i sorgenti e il PDF in una sottocartella; ci aggiungiamo una direttiva iniziale che tiri fuori il contenuto della sottocartella. Che ne dici? Niente più combattimenti con l’opzione [tt]–output-dir[/tt].
Ciao
Enrico