Certo, ed è per questo che non bisognerebbe mai usare mescolati gli oggetti flottanti e gli oggetti fissi; infatti la soluzione da scegliere è la terza, la solita operazione che lascia flottare le tabelle e le figure, e permette di citarle con l’uso attento, ma semplicissimo di \label e \ref, \pageref e volendo, anche di \vref.
Gli oggetti fissi se ci sono devono essere relativamente piccoli e non avere nessuna didascalia; questo vale anche per le figure al margine (wrapfig), perché il loro flusso di uscita è distinto da quello delle tabelle e figure regolarmente flottanti.
Però tutto questo filone parte da un presupposto sbagliato: il titolo: “Inserire didascalia in tabularx”. Comunuque si faccia non si inserisce nessuna didascalia in tabularx, cioè dentro all’ambiente tabularx. Invece si vuole assegnare una didascalia ad una tabella composta con tabularx. La risposta ovvia alla domanda giusta non può altro che essere di usare \caption dentro un ambiente per il quale abbia senso, oppure di usare una simulazione di \caption (\captionof) dentro ad un ambiente per il quale \caption non habbia senso. E tutti sanno che se si usa \caption fuori degli ambienti flottanti si ottiene un errore, proprio perché LaTeX stesso non dà nessun significato a una didascalia generata con \caption fuori di un ambiente flottante.