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\begin{document}
\begin{article}
\title{VOGLIO PARTIRE CON \LaTeX : LO INSTALLO, MA COME?}
\author{Diego Frasson}
\netaddress{diego.frasson@studio.unibo.it}
\maketitle
\begin{abstract}
\textsl{Come installare \LaTeX~sulle diverse piattaforme e quali strumenti complementari usare per ottenere fin da subito risultati strepitosi e tutto con software libero}
\end{abstract}
\tableofcontents
\section{Introduzione}
\LaTeX~tante volte viene visto come uno strumento per guru dell’informatica e l’installazione un’impresa per geeks (smanettoni in italiano). Non è così ci sono ottimi strumenti e basta non farsi prendere dallo spavento: oddio bisogna aprire il terminale a carattere e … disperarsi.
Ormai gli strumenti grafici sono entrati nell’uso comune di tutti i giorni, nemmeno gli utenti Unix sono più intenzionati a rinunciarvi, il terminale si usa si ma per modificare impostazioni di sistema che non hanno interfacce grafiche sufficientemente usabili.
Ci concentreremo su 4 ambienti, quelli più usati: Windows, Macintosh OS X, Linux, FreeBSD. In realtà gli ambienti sono di fatto due: Windows e Unix, gli ultimi tre di fatto sono tutti di derivazione Unix, tuttavia le interfacce, comandi e alcuni programmi ausiliari sono diversi e quindi abbisognano di descrizioni diverse.
\section{Windows}
Cominciamo con l’ambiente più diffuso del pianeta che ha visto la luce una quindicina d’anni fa e che ha rivoluzionato il modo di approcciare ai computer.
Innanzitutto vediamo cosa serve:
\begin{itemize}
\item Una distribuzione funzionante e completa scegliamo: \textbf{MikTeX}
\item Un interprete e costruttore di Postscript e PDF: \textbf{Ghostscript}
\item Un convertitore per formati immagini: \textbf{ImageMagick}
\item Un visore per i PDF generati: \textbf{Adobe Reader}
\item Un ambiente IDE per editare, generare e vedere il risultato dei nostri sforzi: \textbf{TeXnicCenter}
\item Eventualmente un visore di postscript: Ghostview
\end{itemize}
\subsection{La distribuzione}
Per Windows esistono due distribuzioni, una è quella ufficiale cioè TeXLive, è la distribuzione probabilmente più aggiornata ma anche più ostica da installare e da mantenere, MikTeX invece è una distribuzione completa e che permette di installare con poche opzioni tutto ciò che serve.
\paragraph{MikTeX}
Si può installarla sia da CD che da rete. Vediamo l’installazione di rete, perché quella da CD è un sottocaso di quella da rete. Attiviamo il nostro collegamento ad internet (o accendiamo il computer se abbiamo un accesso flat) e andiamo con il navigatore all’indirizzo http://www.miktek.org e andiamo sulla sezione di download e scegliamo di installare il wizzard (è disponibile anche lo scaricamento della versione Basic ma è un sottoinsieme piuttosto esiguo che non permette di usare alcuni pacchetti molto interessanti come Beamer per fare diapositive).
A questo punto scaricato il wizzard lo si fa eseguire, si determina che tipo di installazione si vuole fare: base, media, completa e poi gli si dice di scaricare localmente (altro non si può fare) i pacchetti.
\paragraph{Uhmmm… e se voglio TeXLive?}
\subsection{Ghostscript: il motore del Postscript e del PDF}
\subsection{Imagemagick: indispensabile se vuoi sopravvivere alle immagini}
\subsection{Adobe Reader: un programma di fatto indispensabile il top della visualizzazione}
\subsection{Notepad, Vi, Emacs: beeeeeelli ma un po’ macchinosi meglio tutto in uno: TeXnicCenter}
\paragraph{WinEdit bello ma non free}
\subsection{Ghostview: utile ma non indispensabile}
\section{Mac OS X}
\section{Linux}
\section{FreeBSD}
\section{Pacchetti aggiuntivi come installarli, aggiornarli, cancellarli}
\end{article}
\end{document}