Non direi off-topic quando si parla di cron sullo la rubrica altri programmi. In fondo riguarda il sistema operativo di una macchina sulla quale vorremmo far girare in automatico il programma di aggiornamento di TeX Live.
Allora dico la mia, per quel poco che vale. Io ho letto il manuale di UNIX forse 30 anni fa e ne ho tratto alcune idee sulla struttura, che, incredibile, mi sono servite per capire il sistema operativo DOS; ho cominciato con il DOS 3.x e ho continuato fino al DOS 6.x e in un certo senso non ho smesso, perché la finestra comandi dei vari Windows dop Win98, non si basano più sul Dos, ma tutti hanno conservato nella finestra comandi di usare una “imitazione” del linguaggio DOS, adeguatamente ampliata fino ad avere “quasi” un linguaggio di scripting, non certo al livello di quelli disponibili su UNIX, Linux, Mac OS X, ma meglio di niente.
Linux lo conosco molto superficialmente e non ho mai usato cron; quel poco che so e l’esperienza acumulata negli anni precedenti mi ha permesso di usare il terminale sul Mac OS X senza problemi di sorta e non ho mai incasinato il mio Mac, che nel frattempo sono diventati i miei due Mac.
Io tengo sempre aperto un terminale, anche se non mi serve immediatamente; d’altra parte è talmente comodo darci il comando texdoc seguito dal nome del pacchetto di cui voglio consultare la documentazione, che considererei eccessivo il consiglio di @Dr Spencer Reid, di tenersi lontani dal terminale, quasi fosse il demonio in persona.
Certo se uno vuole usare il terminale lo può fare benissimo, purché sappia quello che sta facendo; questo vale tanto per tlmgr per fargli fare cose che con l’interfaccia grafica non si possono fare, sia per sperimentare da terminale i comandi del sistema TeX quando occorrono parametri o opzioni che le GUI non offrono. Insomma, il terminale è una benedizione, e astenersi da questo “peccato” che mortale non è, anzi è tutt’altro che un peccato di qualunque genere, mi sembra veramente eccessivo.