lorenzo.pantieri” post=76004
se si tratta di un articolo da spedire ad una rivista, certamente sarà meglio far scegliere tutto alla classe, ma quando l’utilizzatore finale è uno scolaro, i colori possono diventare molto utili.
Vero, in un libro per studenti i colori possono essere utili. Ecco perché sarebbe opportuno usare (o scrivere, se sei un programmatore) una classe ah hoc. Il nostro lettore ideale non scrive le classi, le usa.
Credo che tutto dipenda dalla filosofia che si vuole (o si vuol far) seguire. Io non sono uno spasimante delle classi che fanno tutto al posto dell’utilizzatore. Francamente, se esistesse una classe che ad hoc io non la utilizzerei mai perché preferisco utilizzare la classe book (o article) e personalizzarla come pare a me, non secondo il gusto di questo o quel programmatore. È proprio questa scelta di voler forzare l’utente di LaTeX a seguire determinate classi il punto debole che io riscontro nell’Arte. In questo senso, probabilmente, io sono tutt’altro che il lettore ideale dell’Arte, pur trovandola una guida fondamentale che ho letto integralmente nelle sue ultime tre versioni e che suggerisco continuamente (seppur con le dovute cautele).
Per non divagare troppo, comunque, capisco la riluttanza nel voler insegnare ad usare il pacchetto xcolor e sicuramente la scelta di non farlo non sarà certo un grosso problema, visto che la guida di Enrico Gregorio tampona la falla con una spiegazione molto chiara. Ma ritengo comunque che sarebbe comodo avere una guida che parta da zero come l’Arte ma che arrivi a insegnare anche questioni più raffinate. Come ho detto, però, dipende dalla filosofia con la quale si prepara.
Ciao,
Andrea