Il problema insormaontabile è che pdftex)il motore di pdflatex) per ora gestisce solo font codificati in matrici di 256 caratteri, mentre i font ttf e otf possono, almeno in teoria, arrivare a parecchie centinaia di migliaia di caratteri.
Dumque per usare un font ttf (e probabilmente anche otf) bisogna usare delgi applicativi che sono descritti nella documentazione di fontinst. Questi applicativi generano dei file di font virtuali con 256 caratteri ciascuno, generano i file afm per le metriche ,che i ttf e gli otf contengono al loro interno, e generano i file tfm che sono quelli effettivamente usati da pdftex per conoscere di ogni carattere le dimensioni, le crenature, le legature e quant’altro sia necessario in realzione ad ogni singolo glifo della collezione di 256 segni. Come è facile capire si tratta di cose delicate e facili da sbagliare; quando uno ha imparato si domanda perché ci ha messo tanto tempo, ma non è né mancanza degli utenti né difficoltà assoluta della materia; è che ci sono troppi dettagli da tenenre sotto osservazione ed è facile dimenticarne qualcuno.
Io non ci proverei mai a fare il lavoro da solo; ma la proliferazione di programmi come xetex, luatex, context-mk-iv che gestiscono direttamente i font otf e ttf (alcuni gestiscono con altrettanta disinvoltura anche i Type 1, ti fa capire che una quantità enorme di energia intellettuale viene consumata per superare i problemi che tu lamenti.
Però se sei determinato, leggiti la documentazione di fontinst: texdoc fontinst