Re: Inserire pagine A3 orizzontali in un documento A4 verticale

#77784
OldClaudio
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    franen” post=76944Bene, la cosa che mi fa piacere è che avevo scritto una soluzion quasi identica, ma non funzionava sempre e non capivo perché.
    Ora, Claudio, scirivi che `Piuttosto, se \hugeoddpage viene dato in modo che \afterpage lavori dopo la fine di un capitolo o alla fine del documento,
    viene emessa una pagina bianca prima del dovuto e non vengono più rispettati gli even/odd per cui la pagina A3
    potrebbe capitare su una pagina pari.` ed è proprio quel che mi succedeva! Hai risolto anche un mio dubbio. Ma c’è un modo per rimediare a questo possibile inconveniente?

    Fran

    Ahimè e ahitè; \afterpage, come ammette lo stesso suo creatore non è affidabilissimo e ha problema quando interagisce con la routine di uscita e ci sono dei float in coda e/o ci sono dei comandi di sezionamento da elaborare nella pagina dove dovrebbe andare il materiale di \afterpage. Non credo che basti nemmeno fare precedere \hugeoddpage con un diverso \afterpage{\clearpage} che, è vero svuota le code dei float, ma non può togliere i comandi di sezionamento. Ovviamente i problemi si presentano in documenti molto strutturati con molte figure, tabelle, algoritmi, eccetera, e con un sezionamento fillto; talvolta questo sezionamento fitto è davvero eccessivo e rivedendo la struttura del documento si scopre che molti paragrafi (\sectio} non hanno necessità di disporre di un loro titolo; lo stesso vale per i sottoparagrafi e dei sezionamenti al livelli più minuti.

    Una tesi di ingegneria come quella di @Driven potrebbe presentare problemi, ma credo che ci si possa arrangiare un poco con lo spostare quei comand con i loro argomenti unpo\ più indietro o un po’ più avanti, dopo i sezionamenti problematici.

    Nella GuidaGuIT ho definito dei coandi simili \supaginapari e \supaginadispari su suggerimento di David Carlisle, che non mi garantiva nessun successo, nemmeno parziale; invece il vecchio lupo di mare la sapeva lunga. Tuttavia mi pare che anche Wilson con memoir abbia avuto dei problemi, tanto che ha bisogno di controllare la parità della pagina, ma deve avvalersi di un \label nascosto per sapre dove quella pagina cadrà. Non credo che abbia dovuto ricorrere ad \afterpage, ma i suoi problemi li ha avuti.

    David non ha voluto rimettere le mani su \afterpage, dicendo che erano passati tanti anni da quando aveva scritto quella macro, che non ricordava più la ratio legis che l’aveva portato a quella soluzione; io gli avevo chiesto di definire anche \afteroddpage e \afterevenpage, ma non l’ho convinto. Da un lato questo fatto mi ha confermato l’importanza del codice documentato che ai tempi della creazione di \afterpage forse ancora non esisteva (tranne il literate programming di Knuth, che serviva in sostanza (solo?) per documentare il sorgente Pascal della prima fino all’ultima versione del programma TeX. Non ha mai lasciato il suo compilatore preferito Pascal, anche se oggi sembra più defunto del Fortran, assai più vecchio e che non è defunto affatto); dall’altro mi sono convinto che mettere le mani sulla routine di output di LaTeX sia molto più complesso di quanto possiamo immaginare e aumenta la mia considerazione per l’abilità di Lamport che dall’uscita di TeX82 in due anni ha messo a punto non solo il sistema di macro che poi si è chiamato LaTeX, ma anche una routine di output, difettosa fin che si vuole, ma che fa miracoli rispetto alle nostre aspettative. Purtroppo rinviare delle parti a dopo è una delle cose che talvolta la routine di output non riesce a gestire bene.

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