Re: Modello di Curriculum vitae

#78818
OldClaudio
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    Lo bibliografia in italiano. La via maestra per risolvere il problema si chiama biblatex, basta caricarlo e la bibliografia viene composta nella lingua desiderata. “plain_ita” (da cercare frugando Internet e da piazzare in un’oscura cartella) è una pezza; io ho “risolto” con un’altra pezza, ovvero modificando a mano il .bbl. Orrendo, lo so, ma in fondo si tratta di una pezza diversa dalla pezza di “plain_ita”. Spero che l’autore della classe (ottima) la renda compatibile con biblatex.

    1) Hai ragione; biblatex sarebbe la soluzione.

    2) Hai torto: andando a frugare Internet il primo sito a cui si viene mandati da google è il nostro sito dove c’è un suo tutorial sulla bibliografia: http://www.guit.sssup.it/latex/bibliografia.php; può essere datato, ma lì c’è anche la possibilità di scaricare natbib_ita ( per entrambi gli stili: http://www.guit.sssup.it/downloads/natbib_ita.zip); non da quel sito, ma GuIT distribuisce anche arstexnica.bst in itaiiano. Non mi sembra un gran frugare, visto che giornalmente siamo su questo sito diverse volte. E chi scarica il tuo modello al 90% è passato da questo sito. Aggiustare a mano il file bbl mi sembra più brutto (tu dici “orrendo”) che installarsi palin_ita.bst. Questa installazione nel proprio albero personale (di cui si parla abbondantemente nell’Arte) è permanente, mentre la pezza nel file bbl è una tantum e va ripetuta per ogni altro curriculum che debba essere creato (ricordiamo che di curriculum bisogna farne diversi perché sono diversi gli scopi per i quali si scrivono i curriculum).

    Che nel punto 1 tu abbia ragione è un fatto. Certo, perché imporre ad utenti, specialmente se neofiti, la ricerca di file e la loro collocazione nella propria foresta di alberi del sistema TeX? Hai perfettamente ragione, ma finché moderncv non sarà attrezzato per usare biblatex, sarà giocoforza accompagnare il modello da una breve descrizione di come fare per fare una pezza permanente come quella di installarsi plain_ita.

    3) Quanto dici a proposito dell’aggiornamento automatico di MacBook sarebbe certamente ideale; e non è solo il sistema operativo Mac OS x che lavora per aggiornamenti sobri e non invasivi, ma anche quasi tutti i programmi scritti per i Mac fanno altrettanto; MacTeX, purtroppo, non è ancora uno di questi; ma non lo è nemmeno TeXnicle (che piace tanto a Tommaso 😉 — per la verità il suo aspetto grafico piacerebbe molto anche a me, ma è il programma che è troppo rigido e non fa molte cose che per me sono indispensabili — il recente TeXpad è molto meglio, anche se costa una piccola manciata di euro e il supporto tecnico è molto aperto alle richieste degli utenti — ma questo è OT, scusami). Probabilmente a saperlo usare, si potrebbe usare il programma cron di UNIX, presente su Mac OS X, e programmare la verifica di aggiornamenti settimanalmente, in modo che si ottenga quello che desideri e che anche altri utenti Mac e Linux potrebbero gradire. Io mi sono programmato la cosa su iCal, e ogni due settimane iCal mi ricorda che devo far andare TeX Live Utility. Questo non vale per l’aggiornamento annuale della distribuzione, ma è già molto. (Aggiungo che nell’Arte c’è scritto che bisogna aggiornare subito MacTeX dopo averlo installato, perché a differenza dell’installer per Windows e Linux, il pacchetto di installazione MacTeX è già preconfezionato “alla Mac” e non è un download “just in time” come gli altri due installer — be’ queste sono parole mie, sull’Arte non è prorpio detto così ma il senso è lo stesso.)

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